Per una nuova centrale serve il parere della Regione


2 FEB. 2011 – Non è un gran bastone tra le ruote per un governo avviato sulla strada del nucleare, ma è comunque meglio di niente. Per poter costruire una centrale serve il parere della Regione sul cui territorio deve sorgere. Regione che, come ente, dev’essere "adeguatamente coinvolta". A stabilirlo è la Corte Costituzionale, con una sentenza che boccia in parte l’art. 4 del decreto attuativo della legge delega in materia di nucleare. In tale articolo non era previsto che la Regione, "anteriormente all’intesa con la Conferenza unificata, esprimesse il proprio parere sul rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari."La volontà del governo era di assegnare il parere sul rilascio dell’autorizzazione a costruire alla Conferenza unificata (ovvero all’organo che riunisce la conferenza Stato-Regioni e la conferenza Stato-Città e autonomie locali), lasciando in secondo piano la posizione della Regione interessata. Ora però, la Consulta, con la sentenza n. 33, stabilisce che l’intesa della Conferenza unificata non basta. Necessario è acquisire come prima cosa il "parere" della regione nella quale verrà realizzato l’impianto. Parere che è obbligatorio, seppure non vincolante."Attraverso tale consultazione mirata – scrive il presidente della Corte costituzionale nella sentenza di 63 pagine – la Regione è messa nelle condizioni di esprimere la propria definitiva posizione, distinta nella sua specificità da quelle che verranno assunte, in sede di Conferenza unificata, dagli altri enti territoriali".ERRANI: "RIPRISTINATO QUEL COINVOLGIMENTO FINORA MANCATO""La Corte Costituzionale – afferma in una nota il governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani – di fatto sottolinea la necessità di una partecipazione delle Regioni al processo decisionale. Si indica cioé – rileva il leader dei governatori – la strada della concertazione e di un necessario coinvolgimento che fino a oggi è mancato nella interlocuzione con il Governo. Ed è stato proprio questo atteggiamento dell’esecutivo che ha portato alcune Regioni a promuovere il ricorso alla Corte Costituzionale."MUZZARELLI: "IN EMILIA ROMAGNA NESSUNO SPAZIO A NUOVE CENTRALI""La sentenza – sottolinea L’assessore regionale alle Attività produttive e Piano energetico, Gian Carlo Muzzarelli – evidenzia che la Regione interessata dalla possibile costruzione di un impianto nucleare non possa essere bellamente ignorata, come voleva il Governo, ma vada consultata necessariamente. Come Emilia-Romagna abbiamo sempre ribadito, in ogni sede opportuna, che non vogliamo centrali nucleari di questa generazione, perché non assicurano la necessaria sicurezza. Addirittura, la nostra Regione sta ancora terminando il ‘decommissioning’ di Caorso, quindi a maggior ragione non c’è spazio per una nuova centrale". Conclude Muzzarelli: "Il percorso e le modalità scelte dal Governo per un tema cruciale come l’approvvigionamento energetico sono sbagliati, e per di più sono in controtendenza con il tanto sbandierato federalismo. Altro che federalismo se da Roma si decide dove e quando insediare impianti nucleari!".

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