Per un pugno di voti


BOLOGNA, 8 GIU. 2009 – Sul filo di lana Flavio Delbono si è giocato la scomoda eredità del peggior sindaco che Bologna abbia avuto nel dopoguerra. Il candidato del Pd per tutta la sera ha alternato il proprio risultato tra il 50,qualcosa e il 52%, sempre sull’orlo del ballottaggio. Alla fine purtroppo l’ago è sceso sotto il fatidico 50% per l’entusiasmo del quartier generale di Cazzola (con il quale si è congratulato anche il candidato neofascista Stefano Morselli – "forte" di ben 550 voti). Sconfitto nettamente dai numeri Alfredo Cazzola si è così salvato solo grazie al miracoloso ballottaggio dell’ultimo minuto. Sconfitto soprattutto l’ex sindaco Guazzaloca (della serie gli ex sindaci, a Bologna come a Reggio Emilia, è meglio che restino ex).DELBONO: SE C’E’ BALLOTTAGGIO LA COALIZIONE RESTA UGUALE"La coalizione è questa", e nessun cambio pro ballottaggio. E’ stato categorico Flavio Delbono, il candidato sindaco di Bologna del centrosinistra alla domanda dei cronisti, riuniti nel suo comitato elettorale di piazza XX Settembre, su un eventuale allargamento di alleanze in vista del ballottaggio, probabile a notte inoltrata. "E’ una coalizione che può molto bene vincere stasera e molto bene vincere fra due settimane", ha aggiunto secco e sicuro. Ha poi ribadito che "i numeri parlano chiaro. Fino a non molto tempo fa questo sembrava uno scenario impossibile: vincere al primo turno, ma siamo lì vicino" confermando che la differenza la potrebbe fare "qualche centinaia di voti". Infine ha ripetuto che "il mio ottimismo c’é già adesso, prima di vedere la fine", da qui la decisione di parlare ai cronisti (anche per agevolare il loro lavoro) prima della fine degli scrutini.CAZZOLA HA SPERATO FINO ALLA FINE"Un tiro da quattro ce l’abbiamo sempre di riserva…". Alfredo Cazzola in serata era tornato al suo passato da presidente della Virtus pallacanestro, per invocare il ballottaggio nella corsa a sindaco. E lo ha fatto citando il famoso canestro di Danilovic che nel 1998 ribaltò a favore della sua squadra uno scudetto che sembrava ormai perso, nel derby cittadino contro i ‘cugini’ della Fortitudo. "Mancano ancora voti dai quartieri dove forse ne abbiamo di più" è la speranza di Cazzola secondo il quale si tratta "di una corsa difficile, ma possibile".IL GELO DI GUAZZALOCA"Stasera non parlo. Ci vediamo domattina". Se n’é uscito di scena così Giorgio Guazzaloca, lo sconfitto delle elezioni comunali di Bologna. Se n’é andato in un silenzio eloquente, che segna il tramonto dell’uomo del ’99, il primo a battere il centro-sinistra sotto le Due torri. Quando sono arrivati i risultati delle prime sezioni scrutinate, e la distanza incolmabile da Alfredo Cazzola ha fatto sfumare ogni possibilita’ di ballottaggio, alle 21,15 Guazzaloca ha lasciato la sua sede di via dé Toschi, in centro a Bologna. Alle 20,15, la scossa. I primissimi risultati danno Guazzaloca nettamente terzo. Con loro è calata un’ondata di gelo nel quartier generale e le ciliegie hanno rischiato di andare di traverso a qualcuno. L’ex sindaco è segnalato appena all’11%; Delbono ha il 52%, Cazzola quasi il 28%. "Cinque anni con il Cinese non sono serviti proprio a nessuno in questa città", si è mormorato in sala. Se il leader si è chiuso nel suo silenzio, qualcuno dei suoi ha commentato il risultato. "Certamente non ci aspettavamo un voto così", è stata la reazione a caldo di Carlo Monaco. "Tutto quello che è accaduto é immaginabile", ha detto poi ai cronisti che gli hanno chiesto come l’avesse presa Guazzaloca e cosa fosse successo nella stanzetta dietro la tenda. "Questo voto è il segnale di una campagna elettorale fatta con la clava", ha spiegato poi Claudio Sassi, ex dirigente Pci, ex assessore comunale e ex sindaco di Grizzana con il Pd, ora in lista con l’ex primo cittadino. "E’ stato intercettato il voto di protesta. Noi, invece, siamo stati critici razionali, con proposte precise, più serie".L’ENTUSIASMO DEI GRILLINIPoco prima di mezzanotte, mentre il Pd puntava a scongiurare il ballottaggio, la piazza è diventata dei ‘grillini’. Con bandiere e rumorosi ‘ole” ad ogni aggiornamento del tabellone elettronico, i sostenitori della lista del comico genovese hanno accompagnato Giuseppe Favia nel cortile di Palazzo D’Accursio. Il candidato sindaco di Beppe Grillo, superando il 3%, sarebbe eletto in consiglio comunale, proprio nella città dove un anno e mezzo fa si è tenuto il V-Day.

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