“Per le vittime delle stragi ancora nessun risarcimento”


9 MAG. 2011 – Giudici salvatori della democrazia. Così si potrebbero riassumere le parole del presidente Napolitano pronunciate nel giorno dedicato alle vittime del terrorismo. Appuntamento che quest’anno cade a ridosso di pesanti attacchi da parte del premier Berlusconi nei confronti dei Pm di Milano. E a pochi giorni di distanza dai manifesti apparsi nel capoluogo lombardo con la scritta "Via le Br dalle procure". Il 9 maggio 1978 è il giorno in cui dopo quasi tre mesi dal sequestro, viene ritrovato in una via di Roma il corpo senza vita di Aldo Moro. Nel 2007 il governo Prodi decide di fare diventare la data un momento di commemorazione per le vittime delle stragi del terrorismo. Nel lungo elenco dei caduti, quindi, non solo personaggi illustri come Moro, ma tutte le persone morte per colpa dell’azione di gruppi eversivi. Terroristi che non hanno esitato a uccidere innocenti in occasioni di attentati come quelli avvenuti alla stazione di Bologna, in via dei Georgofili a Firenze, in piazza Fontana a Milano, sul treno Italicus, ecc.Da quando è stata indetta, la ricorrenza è anche l’occasione, ogni anno, per ricordare una pesante dimenticanza: la non attuazione di una legge, la 206 del 2004, che garantisce alle vittime di stragi e terrorismo un risarcimento per il danno subito. Così che, per fare un esempio, in Italia ci sono quattro persone, all’epoca degli attentati minorenni, che oggi hanno un invalidità superiore all’80%, ma non hanno fruito ancora di nessuna pensione. All’inizio del suo mandato, l’attuale governo aveva assicurato la conclusione del percorso della legge 206. "Invece non ha fatto ancora nulla", ha detto da Roma Paolo Bolognesi, presidente dell’Unione vittime delle stragi. Nell’aprile del 2009 era stato il ministro della Giustizia Angelino Alfano ad annunciare che se ne sarebbe occupato immediatamente. Ma anche quella promessa è caduta nel vuoto.

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