Per la ricerca è notte


BOLOGNA, 23 SET. 2011 – Una serata con le mummie. E’ soltanto une delle iniziative in programma per la "Notte bianca dei ricercatori 2011". La ricerca archeo-antropologica per un paio d’ore diventa intrattenimento in quel di Ravenna, sede universitaria in cui si studiano la storia e i metodi per la conservazione dei beni culturali. In Emilia-Romagna altre sei città partecipano all’evento che dal 2005 apre le porte dei laboratori, e porta in piazza la scienza con lo scopo di dimostrare l’importanza del lavoro dei ricercatori. Tante volte il risultato della ricerca è invisibile, anche se porta a benefici nella vita quotidiana di tutti. In Italia lo stato di salute della ricerca desta preoccupazioni. Specie per i giovani che vorrebbero intraprendere una carriera tra esperimenti, risultati e nuove frontiere da esplorare. Il nostro non è di sicuro tra i primi paesi dell’Unione dal punto di vista delle risorse destinate all’università. Nel corso dell’edizione 2011 della "Notte bianca", sullo sfondo ci sarà un’altra volta il tema della mancanza di investimenti. A portare in cima alla scaletta il problema del precariato, cronico nel mondo accademico e negli enti di ricerca, sono stati i precari di Bologna, che hanno deciso di disertare un’iniziativa che non li tiene per niente in considerazione. Una presa di posizione che rende più accesa la maratona di interviste in programma al teatro Comunale di Bologna. Ricercatori, professori e scrittori intervengono in una serata visibile in diretta web a partire dalle ore 20. Un racconto collettivo che viaEmilianet vi propone qui sotto. (Per seguire e partecipare su Twitter, si può utilizzare il tag #ndr2011.)

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet