Per la morte di Federico Aldrovandi condannati i quattro poliziotti


6 LUG 2009 – La pubblica accusa aveva chiesto 3 anni e 8 mesi, il tribunale di Ferrara ha in pratica accolto la richiesta. Per la morte di Federico Aldrovandi sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi di reclusione i quattro agenti di polizia Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri. I poliziotti dovranno anche pagare 200.000 euro ai genitori di Federico, 50.000 al fratello e altri 50.000 al nonno.La sentenza è stata accolta con un applauso liberatorio dagli amici di Federico e con la commozione della madre Patrizia e del padre Lino. “Per Federico voglio giustizia – ha detto il padre – e in parte c’è stata. E rispetto e dignità. Tutti quelli anche in divisa che hanno parlato male di Federico si ricredano e chiedano scusa”. “Era quello che ci aspettavamo, anche se non era scontato: l’abbiamo sempre detto che la colpevolezza era chiara e adesso il tribunale lo ha sancito. Ora quei quattro non devono più indossare la divisa”, ha aggiunto la mamma Patrizia.Soddisfatte anche le parti civili "Abbiamo combattuto contro tutto e tutti e questa sentenza rende giustizia al nostro impegno e a quello della famiglia".Poche parole dai poliziotti condannati, se non la promessa di fare appello e il richiamo al fatto che i gradi della giustizia italiana sono tre. Come se le parole pronunciate dal giudice Francesco Maria Caruso in nome del popolo italiano avessero per loro poco valore.AGNOLETTO: NESSUNO AL DI SOPRA DELLA LEGGE"C’è ancora un tribunale convinto che anche le forze dell’ordine debbano rispettare la legge". Così Vittorio Agnoletto commenta la sentenza che ha condannato gli agenti di polizia per le percosse che portarono alla morte Federico Aldrovandi. "Da Ferrara arriva un raggio di luce – dice Agnoletto – proprio nel momento in cui il governo approva una legge, quella sulla sicurezza, in contrasto con la Costituzione. A Ferrara vi sono dei giudici che ribadiscono che nessuno può essere sopra e al di fuori della legge, nemmeno se indossa una divisa". "A Ferrara – conclude – tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge".

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