Per chi suona il minareto


30 NOV 2009 – Il “solito” referendum svizzero (gli svizzeri votano su qualsiasi cosa ogni fine settimana, senza combinare in genere troppi guai) fa saltare sulle loro poltrone per ragioni opposte politici leghisti nostrani e istituzioni europee. Niente minareti, decreta il referendum. E i leghisti di casa nostra vorrebbero tradurlo in: niente moschee. Leghisti emiliani in prima linea: Sassuolo docet (con lo stop alla costruzione della moschea), Ravenna speriamo che non segua la stessa strada (il progetto di Moschea con tanto di minareto esiste già e la curia locale non ha per ora eretto barricate). Tra l’altro un bel minareto svetta sui tetti di Roma e sullo stesso Cupolone, senza che papa Wojtyla allora abbia imposto alcun veto.Le sparate leghiste farebbero quindi ridere se non fosse che un referendum simile in Italia (se fosse possibile perché da noi per fortuna esistono solo referendum abrogativi e non c’è nessuna legge sui minareti da abrogare) con l’aria che tira passerebbe senza problemi. Il nostro Ku Klux Klan (leggi Lega nord) cerca poi di trasformarlo in un referendum sulle moschee, che neanche gli svizzeri potrebbero permettersi.La questione più preoccupante è che tanta esultanza viene proprio dal Paese che più di tutti è odiato dagli svizzeri. La vita degli immigrati italiani non è mai stata facile nei cantoni, neanche in quelli di lingua italiana. Ancora oggi persino i professionisti, e persino quelli lombardi, che cercano di lavorare in Svizzera trovano resistenze fortissime. Per non parlare dei pizzaioli e dei ristoratori in generale. Abbiamo la memoria corta, ma non ci importa.Il direttore della Luiss Pier Luigi Celli scrive una lettera pubblica al figlio intitolata: “Figlio mio, lascia questo paese” in cui gli consiglia di andare a studiare e lavorare lontano. Ma qualcuno si commuoverebbe a leggere la lettera di un padre pachistano o marocchino che scrive al figlio la stessa cosa e gli consiglia di andare in Italia? “Figlio mio, lascia questo paese” suona purtroppo diverso se il Paese in questione è l’Italia o l’Ucraina. E al di là della polemica sul direttore di una delle nostre maggiori università che spedisce il figlio all’estero, siamo sicuri che sarà accolto bene? E se fosse ricevuto come noi accogliamo gli “altri”? Auguri, Celli junior.Sabato Sky Tg ha mandato in onda un bel servizio sul Pakistan, di quelli che in Rai non si vedono più. Il Pakistan è al centro delle preoccupazioni del mondo perché il suo arsenale atomico potrebbe cadere nelle mani sbagliate. E l’amministrazione Obama sta impostando la sua strategia afghana proprio in questa chiave.Parla anche della comunità crstiana in Pakistan, il reportage di Sky Tg. Gente costretta a pregare nei garage o a raccogliersi nelle case, quasi di nascosto. Perché in Pakistan le chiese cristiane sono mal viste. Vi ricorda nulla? Per esempio i musulmani italiani che sono costretti a pregare in strada e se gli va bene in qualche garage o capannone dismesso? Eppure l’Italia si vanta di essere una cultura più moderna, più aperta, più libera (migliore?) di quella pakistana. E’ una bufala.

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