Per 4 giorni il Lumière è la “Terra di tutti”


BOLOGNA, 7 OTT. 2010 – Con un’apertura dedicata alla “fortezza Europa” comincia stasera alle 20 il Terra di tutti Film Festival, che per quattro giorni offrirà gratuitamente al pubblico bolognese un’ampia scelta di reportage, inchieste, corti e mediometraggi provenienti, oltre che dal Vecchio continente, anche da Africa, America Latina, Medioriente e Asia. Circa 35 i film in gara, divisi in 13 sessioni tematiche, a cui si aggiungono nove opere fuori concorso in arrivo dai festival gemellati di Belo Horizonte in Brasile e di Maputo in Mozambico. Il tutto al cinema Lumièere, che per il quarto anno consecutivo ospita questa rassegna di cinema sociale dal sud del mondo, organizzato da COSPE (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti) e GVC (Gruppo di volontariato civile), due ong impegnate da decenni nella cooperazione internazionale allo sviluppo.Stasera si parte con "Niguri" di Antonio Martino, un viaggio nel pregiudizio attraverso le reazioni degli abitanti di un piccolo villaggio calabrese “invaso” da immigrati africani. E con "Campania d’Africa", in cui Francesco Alesi racconta la vita quotidiana degli immigrati a Castel Volturno, la città europea con la maggior percentuale di africani. Hedy Krissane, già vincitore del Torino Film Festival (2005) e ospite a Cannes nel 2006, firma invece "Ali di cera", la storia di un migrante che, reduce da un naufragio, si ritrova su una spiaggia italiana. Domani, invece, è il giorno della sessione intitolata “Conflitti latenti”. Ne fa parte "Shooting Muhammad" di Luca Cusani e Francesco Cannito, già finalisti al Premio Ilaria Alpi 2010, che racconta le conseguenze del conflitto medio-orientale sulla vita dei giovani palestinesi iscritti alle università di Israele. Assieme a loro, Simone Bruno e Dado Carillo, che portano alla luce lo scandalo dei "Falsos positivos", la storia delle oltre duemila persone innocenti assassinate dall’esercito colombiano e “scambiate” per guerriglieri delle Farc.Focus sul Medioriente nella sessione in programma venerdì alle ore 18.00. In "Gaza, guerra all’informazione", Anna Maria Selini racconta la Striscia di Gaza, dove sei reporter palestinesi hanno perso la vita pur di filmare, contro ogni censura, l’offensiva israeliana dell’operazione “Piombo fuso”. Prende invece le mosse dal massacro del 1982 "Chatila, les femmes et les enfants", in cui Denys Piningre offre il ritratto di una popolazione che vive nella speranza di ritornare nella propria terra. Sempre venerdì 9 ottobre, alle ore 16.00 Matteo Pasi, già vincitore del Terra di Tutti 2009 con Ishak, torna sugli schermi del cinema Lumière con "Youth of Tuzla", una fotografia dei giovani di Bosnia, tra frustrazione, desiderio di fuggire ed energie creative (nella sessione “Giovani periferie”).Michael Watts, che sarà ospite del festival, presenterà invece il pluripremiato "Laguna Negra", pellicola che documenta con sguardo lucido e toccante le lotte dei contadini peruviani contro lo sfruttamento minerario delle terre e la scomparsa dei metodi di sussistenza tradizionali (nella sessione “Ecovision”, sabato 9 ottobre alle ore 20.00). All’interno della sessione “African Stories” (venerdì alle ore 21.30) la proiezione di "Meta compartida", in cui Lorenzo Galeazzi, Martino Buzzi e Jesus Casquete raccontano l’avventura di due atleti spagnoli alla Sahara Marathon, un’iniziativa sportiva a favore dei diritti dei Saharawi che porterà i protagonisti a immergersi nella vita di questo popolo. Non mancano le sessioni dedicate a “Migrazioni al Sud” (sabato 9 ottobre alle ore 16.00) e a “Lavoro, diritti e globalizzazione” (sabato 9 ottobre alle ore 18.00).Un trittico di film sulla scottante questione rom compone la sessione “Storie gitane” (domenica 10 ottobre alle ore 16.00). Primo documentario in programma è "Amèn" di Stefano Cattini, dedicato al fenomeno, ignorato dai mass media, delle conversioni di massa alla religione evangelica pentecostale da parte dei membri della comunità sinti italiana. I roghi che nel 2008 distrussero i campi rom del quartiere di Ponticelli a Napoli sono invece al centro di "Europa 0 km" di Luca Bellino e Silvia Luzi. I due registi, già noti al pubblico per aver documentato la controversa politica di Chavez in La minaccia, seguono i rom napoletani nel viaggio che parte dal loro paese di origine, una poverissima cittadina romena. Un ritratto delle donne rom della Slovenia, sospese tra rispetto delle tradizioni e volontà di emancipazione, è The life of Roma women della giovane Martina Hudorovič.All’interno del Terra di Tutti, una sessione particolare sarà dedicata ai “Ritratti di donne e islam” (domenica 10 alle ore 18.30). In programma "Girls on the air", il documentario in cui Valentina Monti racconta la vita quotidiana della fondatrice di una radio comunitaria in Afghanistan, alle prese con i contrasti di un paese segnato dalla violenza sulle donne e dagli attacchi dei kamikaze. Sarà invece Gonzalo Ballaster, ospite del festival, a presentare il suo "The Molky way", la storia di un’anziana signora iraniana determinata a compiere un lungo viaggio nel proprio paese. La pellicola di chiusura, in programma domenica 10 ottobre alle ore 20.00, proviene dal festival di Belo Horizonte in Brasile. Si tratta di "Terras", documentario di Maya Da Rin incentrato sull’intreccio di culture ancestrali e contemporaneità nelle città situate nel cuore della foresta amazzonica, dove si incrociano le frontiere di Colombia, Brasile e Perù.A conclusione del festival, le migliori produzioni europee e internazionali saranno premiate da una giuria di qualità mista, presieduta dalla regista bolognese Elisa Mereghetti e composta da professionisti del mondo del documentario, del giornalismo e della cooperazione internazionale. Per la seconda volta, il festival vedrà l’assegnazione del premio speciale istituito dal Consiglio degli stranieri e apolidi della Provincia di Bologna. Da quest’anno, infine, alla migliore opera di produzione africana sui temi dello sviluppo sostenibile e della sovranità alimentare andrà una menzione speciale assegnata dall’associazione Premio Benedetto Senni.

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