Pensioni, alla ricerca del potere d’acquisto perduto


REGGIO EMILIA, 22 GEN. 2009 – Sabato 24 gennaio CNA Reggio Emilia e CNA Pensionati provinciale interrogano la politica. All’Hotel Classic in Via Pasteur ,121 a Reggio Emilia è in programma un convegno dal titolo “Come recuperare il potere d’acquisto delle pensioni”. Per l’occasione intervengono nel dibattito reggiano, prestigiosi esponenti artefici del confronto nazionale sull’economia con competenze specifiche sulle tematiche previdenziali. Dopo i saluti del presidente di CNA Reggio Emilia Enrico Bini, terrà la relazione introduttiva Sergio Cavallini, Presidente provinciale CNA Pensionati Reggio Emilia; il programma prevede poi gli interventi dell’On. Giuliano Cazzola, deputato del PDL, Vicepresidente della XI Commissione ( Lavoro pubblico e privato), e componente della Commissione Parlamentare controllo attività Enti Gestori di Forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale; dell’on. Giulio Santagata (Pd), Componente Commissione Lavoro e Commissione Previdenza e Assistenza Sociale.; della Dott.ssa Lalla Golfarelli, Responsabile Dip. Politiche Sociali e per la Sussidiarietà Istituzionale CNA Emilia Romagna. Successivamente interverrà il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio. Le conclusioni saranno tenute da Ivan Malavasi, Presidente Nazionale CNA che per l’occasione sarà a Reggio Emilia. “ Rappresenta indubbiamente un successo ed offre la misura dell’interesse che suscitano le tematiche trattate – afferma Sergio Cavallini, Presidente di CNA Pensionati Reggio Emilia – la presenza di figure di tale rilievo nazionale alla nostra iniziativa. “E’ indispensabile arrestare – conclude Cavallini – la continua erosione del potere d’acquisto che si è ulteriormente acuita con la grave crisi in atto, individuando interventi e strategie che consentano di riportare il livello delle pensioni di tutti, compresi i lavoratori autonomi, ad una misura dignitosa e ciò si può ottenere facendo ripartire su basi serie l’economia, riequilibrando il sistema del welfare pubblico e cercando di sfruttare in modo più razionale il patrimonio di competenze ed esperienza della popolazione meno giovane senza costituire un impedimento per gli sbocchi occupazionali delle nuove generazioni”.

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