Pensionati sull’orlo di una crisi


 REGGIO EMILIA, 4 MAR. 2009 – Aumentare l’età pensionabile, il governo ci riprova e lo fa partendo dalle lavoratrici statali. Vorrebbe farle andare in pensione a 65 anni."In una situazione come questa, nel pieno di una crisi occupazionale e sociale gravissima, pensare di innalzare l’età pensionabile per le donne, seppur soltanto per il settore pubblico, mi pare francamente un’idea folle". Questo è il commento di Maurizio Piccagli, segretario dello Spi-Cgil di Reggio Emilia, che viaEmilianet ha contattato telefonicamente. "Sarebbe meglio – continua – che questo governo si preoccupasse di come non continuare a far perdere potere d’acquisto alle pensioni. O a quali azioni attivare per rispondere ai problemi che la crisi provoca nei confronti delle fasce più deboli della popolazione. E sia i pensionati che le donne sono, per mille ragioni, tra queste".A chi, nell’esecutivo, spiega che l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne è un atto dovuto e un modo per adeguarsi alle richieste di Bruxelles, Piccagli risponde sostenendo che "questo governo utilizza spesso la scusa di atti dovuti sulla base di sentenze di organismi europei". E ricorda il particolare "che rende ancora più paradossale la proposta: che già ora le donne se lo vogliono possono andare in pensione a 65 anni. La libertà di lavorare fino a 65 anni è già prevista dalla legislazione italiana e quindi la perequazione tra i diritti degli uomini e i diritti delle donne c’è già. Francamente, anche questa obiezione mi pare una boutade, evidentemente vogliono distogliere l’attenzione da altri problemi più gravi e più veri rispetto a questo".Il segretario dei pensionati reggiani sottolinea, infine, come "in questa situazione particolare, in cui i lavoratori e le lavoratrici pagano già costi altissimi della crisi, addossare loro anche questa parte di costo, cioè risparmiare mandando in pensione obbligatoriamente più avanti le donne mi pare, sia un accanimento non meritato nei confronti del mondo del lavoro".E mentre il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi smentisce in fretta e furia di avere già inviato alla Commissione Europea una bozza di emendamento, lo Spi-Cgil scende in piazza. L’appuntamento è per le 9.30 di domani, mercoledì 5 marzo, in piazza Navona a Roma. Il sindacato dei pensionati chiama a raccolta tutti gli iscritti e i suoi sostenitori in occasione della manifestazione nazionale indetta per ottenere delle risposte sull’aumento dei redditi da pensione, la legge sulla non autosufficienza e l’incremento dei servizi sanitari e di assistenza. Vale a dire i tre punti principali su cui il governo Prodi aveva promesso di negoziare e su cui, invece, quello attuale non si è ancora pronunciato."Dopo l’accordo del luglio 2007 – spiega Carla Cantone, segretario generale dello Spi – avevamo concordato di definire un tavolo negoziale per discutere di questi temi. Dopo averli sottoposti all’attenzione del nuovo governo, questo, a distanza di dieci mesi, non ci ha ancora convocato". L’unica risposta, continua Cantone, "è stata la carta per gli acquisti, la famosa social card". Un’iniziativa che "non è una soluzione" ai problemi, afferma il segretario dei pensionati Cgil. "I pensionati sono all’incirca 16 milioni: di questi – sottolinea – otto milioni e mezzo hanno bisogno di un intervento strutturale, più di due milioni con una pensione inferiore au 500 euro e due milioni e mezzo che percepiscono tra i 500 e i 750 euro al mese". Di fronte a questi numeri "ci sembra opportuno" intervenire, ribadisce.Quella di domani "è una iniziativa importante", afferma il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. "Si tratta della prima mobilitazione nazionale dei pensionati da quando si è insediato il nuovo governo" per dire che "in questa crisi non va dimenticato chi, insieme ai precari, ha meno possibilità di difesa". E quella dei pensionati è, appunto, una fascia debole. Quindi "rimettere in moto questi meccanismi è un dovere civile prim’ancora che sindacale". Epifani evidenzia poi l’assenza di Cisl e Uil: quella in programma "è una manifestazione di Spi-Cgil. Vedo che non si è potuto farla con la presenza di tutti". E ciò è motivo di "rammarico" perchè, conclude Epifani, "se agli anziani non ci pensano i sindacati chi pensate che si farà carico dei loro problemi?".Saranno proprio Carla Cantone e Guglielmo Epifani a concludere la manifestazione, verso le 13. Oltre ai loro interventi, sono previsti quelli di tre segretari Spi di lega e di un rappresentante degli studenti. E, secondo gli organizzatori, sono attese in piazza "almeno 20 mila persone".

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