Pensionati, Regione e Comuni manterranno gli impegni


BOLOGNA, 16 NOV. 2009 – Confermare l’impegno della giunta Errani a favore del tema della non autosufficienza. E’ questa la richiesta presente sulle centocinquantamila cartoline che i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno consegnato all’assessore alla sanità Giovanni Bissoni. E la Regione si è impegnata a mantenere la promessa. "Nel 2010 – ha detto Bissoni – ci saranno 415 milioni per il fondo regionale, più di quello che il governo centrale mette a disposizione per tutta l’Italia". "La crisi è pesante – ha detto il segretario regionale della Spi-Cgil Maurizio Fabbri – ed è necessario investire per aiutare le persone più in difficoltà. La Regione da questo punto di vista si è impegnata molto e ci ha fatto piacere sentire dal presidente Errani, con la sua decisione di ricandidarsi, di continuare a porre il welfare ai primi posti delle sue intenzioni di governo". Per la Regione l’impegno sul fondo della non autosufficienza – ha confermato Bissoni – continuerà ad essere prioritario. "Per noi – ha detto – è anche una premessa per uscire dalla crisi. Questo fondo continuerà ad essere finanziato". La richiesta è stata ribadita anche dal segretario regionale della Cisl, Piero Ragazzini. "Bisogna continuare ad avere attenzione al tema della non autosufficienza – ha detto – e pur in questi momenti di difficoltà economiche è necessario investire. Chiediamo alla Regione di continuare a finanziare il fondo e ai Comuni di utilizzarli". I sindacati hanno infatti coinvolto nell’iniziativa anche i Comuni, consegnando le cartoline non solo alla Regione, ma anche al sindaco di Bologna Flavio Delbono, in qualità di presidente regionale dell’Anci, che ha ribadito l’impegno dei Comuni. "Non é però sufficiente – ha sottolineato – rimuovere il patto di stabilità: è arrivato il momento che il governo aumenti gli investimenti per i capitoli di spesa sociale. Se domani per incanto Tremonti togliesse il patto ci accorgeremmo che i fondi stanziati dal governo a fini sociali sono insufficienti per far fronte alla crisi e non solo nelle regioni del sud. Il Comune di Bologna, ad esempio, aspetta da da tre anni il conguaglio Ici".

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