Penalizzati dagli autogol


BOLOGNA, 4 OTT. 2010 – Ci si può esercitare in vari modi su questo Bologna-Sampdoria 1-1, a seconda delle sponde che si calcano e dei principi che si privilegiano, primo fra gli altri quello del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Oppure lungo un’altra strada, almanaccando sulla “fenomenologia” delle autoreti segnate dal Bologna. Ovvero pensando cosa sarebbe la classifica se non si fossero verificate. Un esercizio oltre il limite dell’astratto, ma, insomma, potrebbero essere un 3 o 4 punti in più. Niente male. Infatti anche stavolta la partita del Bologna è stata contrassegnata da un autogol, quello di un Portanova che del resto non ha sbagliato nient’altro. E forse andrebbe tolto di mezzo un piccolo dubbio che molti hanno avuto: se Viviano, nell’occasione, non potesse proprio fare nulla di più. Allora si inizi da qui. La difesa del Bologna ha retto efficacemete l’urto dei blucerchiati, e ha patito veramente poco. Si pensi che aveva di fronte Pazzini, Cassano e Pozzi, terminali di un gioco avvolgente dalle corsie con specialisti come Semioli, Guberti e Ziegler. Il centrocampo rossoblu è risultato un reparto variabile nell’assetto e nei compiti da svolgere. Il primo tempo con Perez, Mudingayi e Casarini non ha portato grandi sottolineature, ma ottimo è stato il comportamento. La ripresa, alternando Casarini con Ramirez, ha visto giostrare nel mezzo i due uomini forti, Perez e Mudingayi, veramente bravi ed efficienti nello smorzare un gran numero di tentativi blucerchiati, corridori inesausti e reale sicurezza per la squadra. Che il dio del calcio ce li conservi. Il nostro Perez, poi, ha messo in mostra una qualità forse secondaria ma molto importante. Corre all’indietro, per piazzarsi o marcare, con una falcata che è tipica dei garndi giocatori. Sembrerà strano,ma non tutti ce l’hanno.Ora i reparti avanzati, l’attacco ed il deposito dei rifornimenti, ovvero i trequartisti. Silingardi, un 22enne di Correggio, è parso il meglio ispirato per questo ruolo. Deve ancora perfezionare certi meccanismi coi compagni, ma ha visione di gioco e piede affatto malvagio. Gimenez e Ramirez hanno fatto la loro parte e soprattutto il secondo, più uomo d’ordine e con più classe, potrebbe essere una rivelazione quando conoscerà meglio i difensori italiani e gli automatismi dei compagni. Meggiorini e Di Vaio, più innanzi di tutti anche se non sempre nella stessa zona del campo, hanno lavorato tanto e pure bene. Questo, lo sapete, si dice quando gli attaccanti non fanno gol. Ma non è stata una colpa. Qui risiede il problema maggiore del Bologna di Porcedda. L’attacco è un po’ monco e certo rinforzi invernali sono necessari. Da ora a gennaio Malesani deve organizzare meglio il reparto e renderlo più incisivo e pericoloso. Non è poco, ma è tutto qui.Su Malesani va detto che mettere in campo Mutarelli verso la fine ha voluto dire calo di vivacità e di movimento (forse Radovanovic era meglio), senza dimenticare comunque le sue scelte all’insegna del coraggio che deve coinvolgere fortemente tutti i giocatori, come ripete ogni vigilia. Un coraggio in larga parte ripagato, perché i ragazzini hanno fatto il massimo, hanno riscosso applausi a scena aperta e i presenti allo stadio hanno mostrato di gradire. Certo la squadra non ha solo dei giovani, ma la Bologna calcistica era talmente disabituata alla brillantezza, al poco calcolo, alle manovre di prima, al gioco con palla a terra che magari esagera gli entusiasmi, ma intanto qualcosa in tal senso si è visto. Due, tre volte davanti al portiere con  azioni a tutto campo sono delle novità piacevoli che fanno impressione, anche se il maledetto discorso delle autoreti frena troppo finora. Sono state tre dall’inizio del campionato, un vero record, crediamo.Insomma, il risultato in fondo è giusto, ma il Bologna ha dimostrato grande voglia e un certo tasso di qualità che potrà dare frutti anche se, problemi dell’attacco a parte, il tutto sarebbe più redditizio se ci fossero maggiori verticalizzazioni e se le iniziative in avanti venissero sveltite. Forse si usa la quarta,ma non basta. La quinta fa andare più rapidi e procura più frutti.

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