Pd, la lunga strada verso le primarie


BOLOGNA, 2 FEB. 2010 – Tutto rimandato a sabato, in casa Pd. Nemmeno la visita di Pierluigi Bersani in città, ad una settimana dalle dimissioni del primo cittadino Flavio Delbono, è servita per stabilire la linea del Partito Democratico bolognese da qui alle nuove elezioni comunali. Si sa solo che il partito sarà diretto fino a tale data da un comitato politico di 10 persone guidato dal segretario cittadino Andrea De Maria, ma che avrà al suo interno anche il segretario regionale Bonaccini. Per il resto Bersani, che ha partecipato ieri dera alla direzione, si è limitato a ricordare che "devono essere i bolognesi a scegliere il loro sindaco".Saranno quindi, quasi sicuramente, le primarie di coalizione a risolvere l’impasse per la scelta del candidato del centrosinistra a Palazzo d’Accursio. Ma la sicurezza arriverà solo tra qualche giorno. Fino a venerdì, in attesa della decisione del Governo che confermi la data del 28 marzo per il voto, ci sarà infatti una fitta consultazione tra iscritti, dirigenti, alleati e categorie per capire se dentro il partito emerge un’indicazione unanime di un candidato. Se questo non dovesse avvenire, sabato verrà convocata un’altra direzione che fisserà la data delle primare, proprendendo probabilmente per il 14 febbraio, o in alternativa il 21.La Cgil è risolutamente schierata per Duccio Campagnoli. L’assessore regionale alle attività produttive ha definito "un dovere" quello delle primarie e la componente che lo sostiene pare intenzionata a non prescindere dalle primarie di coalizione, peraltro fortemente caldeggiate anche dagli alleati. In campo, in quel caso, ci sarà anche Maurizio Cevenini, presidente del consiglio comunale che gode di una vastissima popolarità. Non tramonta neppure la candidatura di Luciano Sita, assessore della giunta Delbono, sponsorizzato dal mondo della cooperazione, per il quale, attualmente, c’é una leggera preferenza del vertice locale del Pd.Tramontata in maniera pressochè definitiva la speranza di convincere Romano Prodi. Anche se attestati di stima nei suoi confronti arrivano addirittura da "Solo con un sindaco di tutti è possibile rimettere in moto meccanismi virtuosi. E attorno a una persona autorevole e credibile, come può essere l’ex premier, si può tentare di rilanciare la città ", ha affermato a sorpersa Giorgio Guazzaloca, ex sindaco di Bologna e unico primo cittadino di centrodestra nella storia della città, in un’intervista al Corriere della Sera. A una "condizione", ha però aggiunto: "Fare il contrario – spiega Guazzaloca – di quanto fece nel 2006 da presidente del Consiglio: muoversi libero, senza condizionamenti di schieramento politico. Rispondere solo ai cittadini e ai collaboratori più stretti".Nel centrodestra, intanto, la candidatura unica di Giancarlo Mazzucca comincia a vacillare. "Per ora io vado avanti sulla mia strada e non ritiro affatto la mia candidatura a sindaco di Bologna", ha ribadito l’ex direttore del Resto del Carlino. "La disponibilità ad essere il candidato del Pdl a sindaco di Bologna – ha detto – mi è stata chiesta dai vertici nazionali del partito ed io ho accettato per amore di Bologna, la mia città, facendo un passo indietro dalla candidatura a Governatore dell’Emilia-Romagna". Ma poco dopo Mazzucca ha aggiunto che "a questo punto, con lo stesso amore per la città, se il coordinamento nazionale del Pdl dovesse chiedermi di fare un passo indietro per raggiungere un accordo con l’Udc non sarò certo attaccato con i denti al cadreghino. L’importante è voltare pagina a Bologna".

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