Pd, l’Emilia-Romagna alle primarie


BOLOGNA, 24 OTT. 2009 – Eccoci dunque arrivati all’ultimo giorno di campagna elettorale: domani il popolo del Partito democratico potrà finalmente esprimersi, scegliendo il nuovo segretario nazionale e i segretari delle singole regioni. La giornata di oggi è quindi dedicata a catturare gli indecisi e, soprattutto, a convincere il maggior numero di persone ad andare a votare. Anche l’affluenza sarà, un termometro per misurare la salute del partito, in particolare in Emilia-Romagna, che è la Regione in cui il Pd ha il maggior numero di iscritti.  La vigilia delle primarie per i candidati alla segreteria è una giornata di intenso lavoro fra banchetti, volantinaggi e iniziative pubbliche. E l’Emilia-Romagna è diventata uno snodo fondamentale anche in chiave nazionale. Dario Franceschini, alle 10.30, ha tenuto al teatro comunale di Marzabotto, in provincia di Bologna, il "Discorso ai liberi", il più politico dei dieci discorsi all’Italia. Con il segretario uscente – che nel pomeriggio che nel pomeriggio ha raggiunto la sua Ferrara dopo un pranzo collettivo a Casalecchio di Reno – ci sono il vice designato Touadi, Debora Serracchiani, David Sassoli e la candidata regionale Mariangela Bastico. Stefano Bonaccini – il candidato bersaniano, che ha raccolto il maggior numero di voti nei congressi – e Thomas Casadei della mozione Marino saranno invece, rispettivamente, a Cognento (Modena) e a Bologna per la festa finale.In vista delle votazioni continua comunque a tenere banco la polemica sulle regole, ribadita anche dai "Democratici Davvero" di Bologna, la componente che fa riferimento a Rosy Bindi e che sostiene Bersani. Polemiche che potrebbero rinnovarsi soprattutto se nessuno dei tre candidati raggiungesse il 50% dei voti. In quel caso, regolamento alla mano, si dovrebbe andare al ballottaggio fra i due candidati più votati nell’assemblea. Potrebbe così anche darsi il caso che chi ha preso più voti nelle urne non diventi segretario. Bonaccini ha proposto un accordo per proclamare leader chi esce vincitore dalle urne, anche senza la maggioranza assoluta, ma la Bastico – che in virtù di una maggiore popolarità, al congresso ha preso un paio di punti percentuali in più rispetto a Franceschini – non ha accettato l’accordo. Per l’elezione dell’assemblea nazionale e regionale il territorio è stato diviso in 13 collegi – tre a Bologna, con Imola, due a Modena e a Reggio Emilia, uno in ognuna delle altre province – e gli elettori potranno votare solo nel proprio seggio, quello che comprende il territorio dove abitano. I seggi sono 976, che rimarranno aperti, domenica, dalle 7 alle 20. Si eleggeranno 84 rappresentanti dell’Emilia-Romagna nell’assemblea nazionale e i 264 componenti dell’assemblea regionale.

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