Pd: il ferrarese Franceschini o il piacentino Bersani?


Sabato si riunisce l’assemblea del Partito Democratico per decidere almeno in che forma e chi sarà a traghettare il Pd dopo che capitan Veltroni – come ha detto il candidato sindaco di Bologna Delbono – ha abbandonato la nave. Chi è più nei guai in questo passaggio sono i dirigenti locali, alle prese in molti casi con la scadenza elettorale (è il caso di Bologna, Modena, Reggio Emilia). I segretari regionali, riuniti ieri pomeriggio, hanno lanciato un chiaro avvertimento: "L’assemblea di sabato può diventare ingovernabile. Dateci tempo, una settimana, qualcosa di più. Sennò a Roma può arrivare gente incavolata nera oppure si assisterà a un diserzione di massa".Il traghettatore potrebbe essere Dario Franceschini, vice di Veltroni e leader dell’ala cattolica. Nato a Ferrara cinquant’anni fa, esponente di spicco del Partito popolare nato dallo sfascio della Dc e poi della Margherita, è avvocato civilista e cassazionista, ma fin da giovane politico attivo nella Democrazia cristiana, per la quale è stato consigliere e capogruppo in consiglio comunale a Ferrara. E’ stato anche candidato per i “cristiano sociali” a sindaco di Ferrara (quando raccolse uno scarso 20%). Prima di assumere incarichi di vertice nel Pd nazionale è stato presidente dell’ente Palio di Ferrara.Di fare il “traghettatore” Franceschini ha poca voglia. Siamo in tempi di primarie, di possibili commissariamenti di federazioni locali, di contrasti accesi e il segretario ha e vuole avere ampi poteri per gestire questa fase difficile. Ieri con Franceschini si sono schierati tutti, da Rosy Bindi a D’Alema. Ma è un abbraccio che potrebbe stritolarlo. Meglio piuttosto “lavorare” sulla base. E infatti la risposta di Franceschini ai segretari regionali è stata: "Sarete voi il nuovo gruppo dirigente nei prossimi mesi". Tanto per essere chiari, non i “senatori” che siedono dentro e fuori dal coordinamento nazionale.A un democristiano “di lungo corso” si contrappone l’altro possibile candidato, Pierluigi Bersani, che la sua carriera politica l’ha fatta tutta dentro il Pci-Pds-Ds. Prsidente della Regione Emilia-Romagna prima e ministro dell’industria, dei trasporti e dello sviluppo economico poi, Bersani si è fatto la fama di tecnocrate, di modello della concretezza emiliana. E’ chiaro che a lui piacerebbe spostare più avanti un’eventuale candidatura e lasciar gestire a qualcun altro elezioni (europee e locali) che con si presentano proprio rosee per il Pd.

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