Gotti Tedeschi lascia lo Ior, tra conti e veleni


PIACENZA 25 MAGGIO Torna a Piacenza e lascia la Finanza Vaticana. E’ la parobola discendente di Ettore Gotti Tedeschi. A luglio è atteso daMoneyval – il comitato di esperti del Consiglio d’Europa per il contrasto al riciclaggio – il responso definitivo sulla White list, la lista dei Paesi virtuosi. Gli ispettori inviati nei mesi scorsi da Bruxelles a Roma per raccogliere tutte le informazioni e il materiale utile nel frattempo si sarebbero formati già un giudizio. Sfavorevole. Tanto che nei giorni scorsi sulla scrivania del cardinale Bertone sarebbe arrivato un memo nel quale si elencano i nodi ancora da sciogliere: su dieci punti richiesti solo due sono risultati in linea con gli standard internazionali.Il banchiere Gotti Tedeschi, fautore di una linea innovativa e aperturista, vedendo che la tanto agognata trasparenza faticava ad essere digerita,ha rassegnato le dimissioni.Lui, il diretto interessato costretto alle dimissioni, si dice “dibattuto tra l’ansia di spiegare la verità e il non voler turbare il Santo Padre”. “Il mio amore per il Papa – aggiunge Gotti Tedeschi all’Ansa – prevale anche sulla difesa della mia reputazione vilmente messa in discussione”. Un banchiere di successoNato 67 anni fa a Pontenure, nel piacentino, Gotti Tedeschi è stato economista e banchiere di successo. Nella sua carriera ha fondato la banca d’affari Akros, poi la filiale italiana del gruppo spagnolo Banco Santander. Membro dell’Opus dei, è stato consigliere dal ministro dell’economia Giulio Tremonti. Insegna Etica della finanza all’Università Cattolica di Milano, è editorialista del ‘Sole24ore’ (e, fino ad oggi, dell”Osservatore romano’) e nel 2009 venne chiamato dal cardinale Bertone a dirigere la ‘banca vaticana, l’Istituto per le opere di religione.Ieri, l’epilogo: dopo che su internet era circolata la voce che Gotti Tedeschi si fosse dimesso la conferma, in una nota ufficiale del Vaticano, che il Consiglio di Sovrintendenza dell’Istituto per le Opere di Religione (Ior) “ha adottato all’unanimità un voto di sfiducia” nei suoi confronti “per non avere svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet