Patto su FICO, assumerà disoccupati


Visto che il lavoro non c’è, almeno là dove sta per esserci che sia almeno “buona occupazione”. Ovvero, una chance per riconquistare un impiego a favore dei disoccupati di lungo corso e delle persone socialmente svantaggiate. E’ una delle richieste lanciate oggi dalla Cisl di Bologna, ma potrebbe già essere qualcosa di più: entro la prima metà di settembre, annuncia infatti il segretario Alessandro Alberani, sarà firmato un protocollo per fare di Fico l’apripista nel campo della “occupazione buona” a Bologna; ovvero a favore di chi un lavoro non lo ha o l’ha perso. Su questo, ci sono già stati incontri con Andrea Segrè, a capo del progetto Fabbrica italiana contadina, e il Comune di Bologna, e la cosa è avviata, assicura Alberani. Del protocollo dovrebbero far parte anche misure contro il lavoro nero e per favorire le imprese regolari. Un modello che poi, spera il sindacato, potrà essere esportato nei cantieri per le infrastrutture a servizio di Bologna. Ma questa è solo una delle idee lanciate oggi dalla Cisl insieme all’allarme disoccupazione. Il sindacato preme il Comune di Bologna (e gli altri municipi della provincia) perchè vari una fiscalità di vantaggio a favore delle imprese che creano occupazione, chiede di aumentare il ricorso ai contratti di solidarietà nelle aziende in crisi, ma soprattutto di ridurre l’orario di lavoro “in modo da distribuirlo per favorire la nuova occupazione in particolare dei giovani”. Del resto, nei paesi europei dove lo si è fatto, l’occupazione è aumentata. La Cisl insiste poi per far partire i “comitati di sorveglianza”, cioè rappresentanze dei lavoratori nei livelli della governance delle aziende (a partire da Tper e Fiera di Bologna).

 

 

La governance aziendale, in termini di partecipazione attiva dei lavoratori, “è una cosa che ci ha sempre interessato, prima che lo dicessero in Germania, e non vuol dire cogestione. L’avessimo fatto anni fa, l’utile di questi anni che è andato alle imprese sarebbe andato anche ai lavoratori”. Ma se la Fiera non fa utili, un ipotetico lavoratore in cda a che cosa serve? Forse a “controllare” il suo manager numero uno, Duccio Campagnoli? “Campagnoli è’ incontrollabile – dice ridendo Alberani – no lì ci va per portare il contributo del mondo del lavoro”. Altre ricette della Cisl per contrastare la crisi occupazionale passano da tavoli sindacati-aziende-Istituzioni per decidere a che filiere destinare i fondi europei e dalla lotta alle false partite Iva. Così come serve maggiore “energia” sui percorsi di alternanza scuola-lavoro sul modello partito alla Ducati motor e alla Lamborghini. In proposito, Alberto Schincaglia, della segreteria della Cisl, parla del progetto di creare un Istituto di formazione superiore collegato allo “Scappi” proprio per sfornare quelle figure professionali che serviranno a Fico. Sempre in tema giovani, la Cisl chiede di “attuare concretamente l’accordo sul Patto generazionale per i lavoratori a cui manchino non più di 36 mesi alla pensione passando dal tempo pieno a quello parziale ed inserendo giovani che abbiamo almeno 18 anni e non oltre i 35”. Il pacchetto di proposte presentato oggi insiste poi sull’allentamento del Patto di stabilità per gli enti locali, sulla lotta ai superstipendi dei manager e sul ripristino del cumulo tra redditi da lavoro dipendente e da pensione.

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