Patto di stabilità, cinghia più stretta per i Comuni


©Trc-Telemodena21 NOV. 2011 – Nessuno sconto ai virtuosi. Il capitolo è chiuso e lo sarà fino a quando, e se, le regole non cambieranno. Magra consolazione, questa, per chi al momento si trova a mettere mano ai bilanci comunali per chiuderli entro il 31 Dicembre. Per spiegare ai profani l’origine delle difficoltà che ancora verranno, stamattina, il Sole 24 Ore, mette in fila una serie di numeri ed un elenco di Comuni capoluogo per indicare gli obiettivi di bilancio per il 2012 in base al Patto di Stabilità e rispetto al 2011. Per intenderci: Modena, che lo scorso anno non aveva potuto spendere 12 milioni 960 mila euro, nel 2012 dovrà fare ancora meglio, riducendo a 21 milioni e 665 mila, con una spesa pro capite a cittadino pari a 70 euro.Se la passa peggio, a livello nazionale, soltanto Venezia costretta a chiedere a ciascuno 122 euro per centrare bilancio e vincoli imposti dal patto. Paradossale, ma soltanto Milano e Barletta possono invece permettersi di spendere più dello scorso anno. Roba da pallottoliere e libretto delle istruzioni a portata di mano per capire gli effetti sulla stesura dei bilanci pubblici della legge di stabilità, votata nove giorni fa. La stessa fissa i parametri da applicare alla spesa corrente media di Comuni e Provincie ed individua così, per ogni ente, l’obiettivo di bilancio per il 2012.I parametri in questione sono quattro: il grado di autonomia finanziaria, il rispetto del Patto di Stabilità, la capacità di riscossione e l’equilibrio tra entrate ed uscite correnti. La stessa legge, in nome della meritocrazia, propone un correttivo dal vago sapore alla Robin Hood, che premia i virtuosi compensando con rincari agli altri comuni. Come al solito però, ciò che ne uscirà, saranno briciole, poche e per pochi.

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