Passa la posizione Errani: segretario con pieni poteri e congresso dopo le elezioni europee


21 FEB. 2009 – Questo, in sintesi, l’intervento del presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani all’assemblea straordinaria del Pd.Dire che siamo a un passaggio cruciale per il Pd e per la politica del paese è cosa ovvia. C’è un grande smarrimento e un grande disagio tra noi che si esprime in ricerca soluzione salvifica, comprensibile; è una cosa che ha interrogato anche me.Ma se riflettiamo su questi 15 mesi e sulle difficoltà quotidiane del partito ci accorgiamo che siamo di fronte non solo a un problema di leadership ma su a una questione più profonda.Non credo che possiamo ridurre problemi tra noi su dialettica tra persone, sui bastoni tra le ruote.Il Pd è un grande progetto, aveva e ha un’ambizione: promuovere una grande cultura politica, un’identità non di ieri ma per cambiare profondamente e innovare il paese. Non siamo riusciti a promuovere una sintesi politica efficace in grado di affermare quella funzione nazionale.Spesso siamo stati percepiti come incerti senza chiara identità politica e nel momento in cui la società è più frammentata, a coriandolo, rischiano di prevalere i diversi egoismi.Qui la destra populista ha segnato un punto vero a suo favore.Dobbiamo ripartire da qui per rilanciare progetto e non mi convince idea di fare delle primarie qui ed ora.Le primarie sono un grande fatto di partecipazione ma questi problemi non si possono risolvere in un mese: rischiamo una rincorsa tra diverse, ma poi con gli stessi problemi di oggi. Con il rischio che ci abituiamo a una cultura plebiscitaria, il centrosinistra se è alternativo deve esserlo anche su questo punto, diversamente gli elettori scelgono l’originale, non l’imitazione.A me interessa investire sul Pd, su questo progetto, interessa che adesso riusciamo a trovare le ragioni dello stare insieme, costruire una vera discussione, un confronto che si può fare solo al congresso, con i tempi per esprimere quella sintesi di cui abbiamo bisogno.In tante realtà del paese non ci sono iscritti e circoli: faremmo fatica a spiegare agli elettori che abbiamo bisogno di parlare di noi e non del paese, non ci capirebbero mai.Come sindaci, presidenti delle regioni e delle province questa posizione: eleggere un segretario con mandato pieno, che ci porti dopo le europee al congresso.Chiedo a Franceschini due segnali di discontinuità chiari:- organizzazione del partito (parola vecchia ma mai così decisiva): un partito in cui identificarsi, quindi non solo i gazebi ma una sua struttura- discontinuità nei gruppi dirigenti, superare il governo ombra, superare l’attuale coordinamento, costruire un nuovo organismo dirigente, che abbia capacità di fare sintesi e direzione politica, che abbia la capacità raccogliere esperienze territorio. Infine è necessario sciogliere i nodi non più rinviabili, con una soluzione non legata a identità del passato: i nodi della crisi e del lavoro (un nuovo patto sociale contro un governo che divide sindacati e parti sociali); la bioetica e il testamento biologico: bisogna dire chiaramente che uno Stato laico non può imporre l’alimentazione e l’idratazione artificiale.Infine la collocazione europea: condivido la strada indicata da Marini, è una strada saggia, non possiamo apparire sganciati dalla dialettica e dallo scontro che in Europa si svolge in due campi.Anche così possiamo rilanciare il Pd in elezioni difficilissime.

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