Parmigiano-Reggiano. “Una crescita ordinata anti-crisi”


REGGIO EMILIA, 18 APR. 2012 – Nel 2011, l’anno di totale superamento della lunga crisi, dei record per le quotazioni all’origine (+18%, prezzo medio di 10,76 euro/kg), per l’export (oltre un milione di forme, 32% della produzione) e per i ritiri messi in atto dalla società I4S controllata dal Consorzio (188.000 forme destinate all’estero sulla base di programmi concordati con gli esportatori), per il Parmigiano-Reggiano si sono create condizioni (a partire da un aumento produttivo del 7,1%, che non accenna a flettere anche in questo primo scorcio del 2012, per arrivare all’ingresso sul mercato italiano di 16 nuovi formaggi duri non Dop) che, se non affrontate, rischiano di generare anche un altro record: l’innesco di una nuova crisi.Sarebbe l’ennesima crisi – spiega una nota – di quel ciclo storico che a due anni di buone quotazioni ne fa corrispondere quattro di prezzi in calo. Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, parlando all’Assemblea dei consorziati, ha richiamato i produttori su una situazione che rischia di essere di pre-crisi, ma anche sulle azioni che possono scongiurare un nuovo periodo di buio per il "re dei formaggi".Prima fra tutte – ha sottolineato Alai – un governo della produzione che, dopo l’approvazione dei piani produttivi e dei meccanismi applicativi, richiede ora una coerenza decisiva e concreta da parte dei produttori, che altrimenti rischiano di generare solo più offerta in assenza di crescita del mercato. Crescita ordinata, dunque, rientrando in quel +1,3% annuo stabilito dai piani e, in caso di superamento del tetto stabilito, l’applicazione senza tentennamenti di un prelievo consortile aggiuntivo destinato alla ricerca di nuovi mercati sui quali orientare le eccedenze.In primo piano c’è l’azione approvata dall’Assemblea, che autorizza il Consorzio, attraverso la società I4S, al ritiro di un 6% della produzione per orientarla in modo esclusivo a fini istituzionali, all’export e su mercati che oggi segnano una scarsa presenza del prodotto.

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