Parmigiano Reggiano terremotato, in arrivo 9 mln


24 LUG. 2012 – Da produttori e Consorzio del Parmigiano-Reggiano 9 milioni di euro per i colleghi (39 strutture tra Modena, Reggio Emilia e Mantova, con oltre 600 allevatori collegati) colpiti dal terremoto del 20 e 29 maggio. Quanto alla solidarietà da consumatori, catene distributive, caseifici, autorità, volontari ad oggi sono stati raccolti 1,4 milioni di euro con la vendita del formaggio caratterizzato dal bollino ‘1 euro per rinascere’. Sul fronte delle operazioni di svuotamento dei magazzini distrutti, il Consorzio conferma che tutto si dovrebbe concludere entro agosto: a terra restano 60.000 forme, il 10% circa di quelle cadute.L’intervento di solidarietà di produttori e Consorzio si aggiunge a quelli che hanno caratterizzato i giorni immediatamente successivi al sisma, è stato deliberato stamane dall’Assemblea generale del Consorzio. Si tradurrà in un contributo straordinario, a carico dei caseifici, pari a 2 euro per forma: circa 6,4 milioni (la produzione annua è di 3,2 milioni di forme) cui il Consorzio aggiunge un euro per forma (altri 3 milioni) attingendo alle risorse derivanti dai contributi aggiuntivi versati dai caseifici in cui si sono verificati eccessi di produzione rispetto ai piani produttivi. Per il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai, è "un’ ulteriore dimostrazione della coesione del sistema del Parmigiano-Reggiano e della responsabilità dei produttori", che nonostante oggi siano sensibilmente penalizzati rispetto al 2011 sul versante delle quotazioni (2 euro/kg in meno rispetto al luglio dello scorso anno,-18%), hanno aderito alla proposta di aiuto. Già a novembre, nella prossima assemblea, si rifaranno i conti, e nel caso in cui le quotazioni all’origine superassero i 9 euro per le forme prodotte negli ultimi quattro mesi del 2011, su queste (circa un milione) scatterà un ulteriore contributo di solidarietà per altri 3 milioni, che si potrebbe rinnovare anche sulle forme del primo quadrimestre 2012 (altri due milioni con quotazioni superiori ai 9 euro/kg o addirittura 4 milioni con quotazioni superiori ai 10 euro).

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