Parmigiano, in Russia sempre più imitazioni


Mentre si protraggono le reciproche sanzioni tra Occidente e Russia a causa della crisi ucraina, cresce la preoccupazione per i nostri prodotti come i formaggi che – non più presenti su quel mercato – rischiano di essere spodestati da imitazioni. Lo segnala la Cia di Reggio Emilia, preoccupata dal fatto che il protrarsi del blocco possa far perdere in modo permanente un mercato nel quale il Parmigiano-Reggiano collocava il 7% del proprio export, con un fatturato annuo di quasi 6 milioni di euro, generato dalla vendita di 10.800 forme. Per questo, ci si chiede se è stato possibile ricordare al presidente russo Vladimir Putin, nel corso della sua visita all’Expo milanese, che le imitazioni sono prodotti di serie B, spesso anzi di infimo valore e lontanissimi dall’originale, anche se – notizie abbastanza recenti – pare sia stato lo stesso ministero agricolo russo ad incentivare lo sviluppo di queste produzioni fittizie, sembra proprio per reazione all’embargo occidentale; in tal senso si erano registrate dichiarazioni del Ministro che esaltava i formaggi ‘fatti in casa’ rispetto ai nostri tipici.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet