Parmesan sequestrato all’Anuga di Colonia


REGGIO EMILIA, 12 OTT. 2011 – Il Consorzio del Parmigiano-Reggiano ha assestato un nuovo duro colpo ad aziende responsabili di contraffazioni a carico del “re dei formaggi”. L’ente di tutela ha infatti ottenuto l’immediato sequestro di “parmesan” prodotto da due imprese con sede negli Usa e proposto, ironia della sorte, nell’ambito di una delle più importanti e prestigiose fiere dell’agroalimentare internazionale: l’Anuga di Colonia. “Non è la prima volta – sottolinea il direttore del Consorzio, Leo Bertozzi – che un sequestro avviene, paradossalmente, in una sede così prestigiosa per le eccellenze agroalimentari, dove forse la spudoratezza spinge qualcuno a pensare che si allenti la rigidità dei controlli che avvengono sul mercato: il risultato è che, al contrario, è scattata la richiesta di sequestro immediato, che proprio in una sede di quel genere assume un clamore tale da scoraggiare a maggior ragione chi attua frodi o contraffazioni che sono già state oggetto di pesanti condanne per diverse imprese”.“Questo intervento – prosegue Bertozzi – conferma ancora una volta che l’azione del Consorzio  è vigile ed efficace, che il sistema di tutela dell’Unione Europea funziona, ma deve anche essere uno stimolo agli operatori commerciali a segnalare tempestivamente all’Ente di tutela ogni forma di contraffazione che dovesse riscontrare sul mercato. Il formaggio sequestrato a Colonia – spiega – sfruttava denominazioni evidentemente proibite, perché la denominazione “Parmigiano-Reggiano “non può essere oggetto né di imitazioni né di evocazioni che ingannerebbero il consumatore”.“Grazie all’immediato intervento dei nostri uffici legali in Italia e in Germania – prosegue Bertozzi – il Tribunale di Colonia in poche ore si è pronunciato per il sequestro di prodotto presentato in fiera alla distribuzione tedesca e mondiale:  il possibile “traffico” è così stato stroncato subito, come altre volte è accaduto grazie ad una vigilanza che il Consorzio esercita non solo alle Fiere, ma soprattutto nelle catene distributive europee, cioè in un ambito territoriale in cui – dopo la sentenza della Corte di Giustizia di qualche anno fa – è davvero possibile far valere una reale tutela delle DOP con azioni che si traducono in specifici atti giudiziari a carico dei produttori di formaggi d’imitazione”.“Se andrà in porto la riforma impostata in estate dalla Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo presieduta dall’onorevole Paolo De Castro – osserva il direttore del Consorzio – avremo oltretutto una formidabile arma in più a disposizione, cioè quella protezione “ex officio” che impone a ciascun Paese membro di tutelare, nel proprio territorio, le produzioni Dop di altri Stati dell’Unione. Il sequestro avvenuto a Colonia – conclude Bertozzi – attesta anche dell’efficacia della collaborazione in rete e della sintonia costituita tra Consorzio, autorità e istituzioni (prima di tutti il Mipaaf e la Commissione Europea) a tutela dei prodotti d’eccellenza”.

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