Parmalat, via all’ultimo gradino della scalata francese


18 MAG. 2011 – Lactalis non pubblica i bilanci, ma può fare un’offerta pubblica d’acquisto. Nulla di irregolare. La pensa così il Tar del Lazio che ha detto no alla richiesta di sospensione dell’Opa avanzata dal Codacons e dall’Associazione Utenti servizi finanziari bancari e assicurativi. Il ricorso delle due associazioni è dunque stato respinto. Consumatori e risparmiatori sostenevano che mancasse un’adeguata informazione al mercato. In particolare, secondo i ricorrenti, l’Opa lanciata dal colosso francese, che da anni non pubblica i bilanci, era ritenuta non in linea con il principio di trasparenza sancito dal Testo Unico della Finanza.Secondo il Tar del Lazio, invece, le molteplici modalità di diffusione del documento di offerta "ivi compresa quella sui siti web" delle due società, fa diventare "non concludenti" le argomentazioni sulle carenti e inadeguate modalità informative. La questione dell’Opa lanciata da Lactalis su Parmalat è stata comunque ritenuta meritevole di una valutazione del tribunale in sede collegiale. Ragione questa per la quale è stata fissata per il prossimo 8 giugno l’udienza davanti alla prima sezione. Di ostacoli sul percorso non ce ne sono più e da lunedì 23 maggio chi vorrà potrà cedere le proprie azioni ai francesi al prezzo di 2,6 euro ognuna. E’ improbabile infatti che Lactalis voglia aumentare, nonostante ieri il consiglio di amministrazione di Parmalat abbia definito troppo bassa la quotazione.Sull’offerta pubblica di acquisto resta però in corso l’inchiesta della procura di Milano. Il pm Francesco Greco è al lavoro per verificare se alcuni manager delle società di consulenza e delle banche coinvolte nell’acquisto del primo 15 per cento del capitale della Parmalat, abbiano compiuto il reato di aggiotaggio ricavando illeciti profitti. Per il Codacons si tratta di un’altra opportunità per mettere i bastoni tra le ruote della macchina Lactalis, lanciata a fine gara. Sulla scrivania del pm Greco è infatti arrivato un esposto dell’associazione di consumatori, un documento che chiede il sequestro del provvedimento col quale la Consob ha autorizzato l’Opa di Lactalis. Nell’inchiesta, sul registro degli indagati, risultano tre banche (SocGen, Lazard e Intesa SanPaolo) e i rispettivi manager che hanno gestito la vendita del pacchetto dei fondi esteri a Lactalis.

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