Parmalat, Tanzi salta il giorno della verità sui quadri


PARMA, 10 DIC. 2009 – Quale storia verrà oggi a raccontarci? Se lo chiedevano un po’ tutti oggi in tribunale a Parma, in attesa dell’arrivo di Calisto Tanzi. L’ex patron della Parmalat era atteso dai giudici per delle dichiarazioni spontanee. Testimonianze che avrebbero dovuto far luce su quei dipinti che il cavaliere diceva di non possedere ma che invece sono stati trovati negli scantinati e nelle soffitte di tre appartamenti di Stefano Strini, marito della figlia più piccola di Tanzi.Ma né Tanzi né i suoi avvocati si sono fatti vivi all’udienza del processo di oggi che, lo ricordiamo, vede l’ex industriale imputato per bancarotta e truffa. Nell’ultima delle tre udienze in cui è stato interrogato, il cavaliere aveva risposto a una precisa demanda del sostituto procuratore Lucia Russo affermando di non avere mai posseduto la preziosa “Costiera di Pourville” di Monet che invece in quelle ore il genero stava cercando di vendere a un mercante d’arte di Forte dei Marmi a sua volta in contatto con un professore ben introdotto negli ambienti vaticani. Intanto, dopo che il sostituto procuratore Vincenzo Picciotti ha ottenuto il sequestro dei 19 dipinti ritrovati, la nuova Parmalat si è detta disponibile a custodirli in attesa che vengano messi a disposizione dei creditori.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet