Parmalat, Tanzi: “Mai pensato di fuggire”


PARMA, 4 NOV. 2010 – Calisto Tanzi da oggi è senza passaporto. I suoi legali lo hanno consegnato ai giudici oggi nel corso dell’udienza del processo per il crac Parmalat. Un atto, ovviamente, non previsto da nessun tipo di procedura. Si è trattato soltanto di un gesto polemico fatto in risposta alla richiesta di arresto dell’ex patron del gruppo di Collecchio inoltrata dalla Procura di Milano il settembre scorso e ritenuto fondato dal tribunale della libertà. "Non ho mai pensato neanche lontanamente di fuggire – ha detto a margine dell’udienza Tanzi ai cronisti – in sei anni non sono andato neanche a San Marino, nemmeno per turismo, e questo mi dispiace anche un po’. Ma non ho nessuna intenzione di recarmi all’estero".IN ECUADOR L’ULTIMA VOLTA FUORI DALL’ITALIA "Sono andato in Ecuador – ha aggiunto l’ex re del latte – su consiglio sbagliato del mio ex avvocato (Michele Ributti, ndr) per riposarmi nel frattempo che l’inchiesta proseguiva e si calmassero un po’ le acque. E comunque sono tornato". Ai cronisti che chiedevano a Tanzi un commento sulla richiesta di 20 anni di reclusione pronunciata dai pm parmigiani in aula, l’ex cavaliere del lavoro ha risposto: "Possono chiedere quello che vogliono. Sarà il Tribunale a decidere. Resta un fatto: la mia intenzione era quella di salvare Parmalat, che è ancora un’azienda sana, che produce e ha mercato. Io ancora compro i prodotti Parmalat".IL REATO DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE NON SUSSISTE I legali hanno annunciato una denuncia per conflitto di competenze tra i tribunali di Parma e Milano, dove Tanzi è stato condannato a dieci anni e dove la Cassazione sta decidendo sulla possibilità di un nuovo arresto. Secondo l’avvocato Sgubbi la divisione in più filoni dell’inchiesta sul crac (un buco da 14 miliardi di euro, ndr) non permetterebbe di ricostruire gli eventi in modo corretto e nemmeno di identificare altri soggetti che potrebbero aver avuto un ruolo importante nella vicenda. I difensori hanno contestato il reato di bancarotta, perché Calisto Tanzi ha sempre cercato di salvare la Parmalat.

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