Parmalat. “Tanzi era il grande manovratore”


PARMA, 9 NOV. 2009 – Secondo alcuni è stata la mente in grado di architettare la colossale bancarotta della Parmalat. Fauto Tonna, ex direttore finanziario del gruppo ha però smentito. Sentito oggi dai giudici nel corso del processo Parmalat, il ragioniere ha dichiarato che le decisioni erano tutte di Calisto Tanzi. Era il cavaliere ad avere l’ultima parola sulle scritture contabili modificate, sui bilanci falsi e sui meccanismi per sostenere l’azienda di Collecchio.Uno dei giochi di prestigio, ha spiegato Tonna, era costituito dalla Bonlat, la società finanziaria nata nelle Cayman con lo scopo di far pulizia nei bilanci di Parmalat e che diventò la scatola vuota del gruppo nella quale si concretizzavano tutte le operazioni a partire dalle fittizie compravendite di latte in polvere che servivano per sostenere la redditività della multinazionale di Calisto Tanzi.Al cavaliere nessuno chiedeva spiegazioni. Veri e propri consigli di amministrazione nell’azienda non se ne sono mai tenuti. Tonna ha raccontato dei falsi contratti che venivano ordinati da Calisto Tanzi e poi venivano materialmente realizzati da Gianfranco Bocchi. L’esigua liquidità di Parmalat, i cui depositi erano virtuali, era conosciuta da molti. Dagli amministratori, ma anche dalle banche e dai revisori dei conti, ma per tanti anni nulla è trapelato.

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