Parmalat, no ad azione responsabilità


L’assemblea di Parmalat ha respinto l’azione di responsabilità promossa dal fondo Amber nei confronti di alcuni consiglieri in carica nel 2011-2012. A dire no alla proposta è stato il 94,43% del capitale in assemblea (il 90,26% del capitale complessivo) mentre a favore si è espresso il 5,56% del capitale presente in sale (il 5,32% di quello totale). Decisivo è stato l’orientamento del socio di controllo Lactalis, che non ha ritenuto provata l’esistenza di un danno dal cash pooling. Il delegato dei fondi di investimento presenti in assemblea ha tenuto a precisare, attraverso una dichiarazione di voto, che il voto contrario all’azione di responsabilità da parte di alcuni suoi assistiti è stato determinato dalla “mancanza di informazione preventiva sulla delibera” all’ordine del giorno dell’assemblea e non da valutazioni di merito. La mozione al voto è stata infatti proposta da Amber direttamente in assemblea, non avendo il Cda formulato alcuna proposta in sede di convocazione. Ed è stata una seduta movimentata. Il fondo Amber, attraverso il suo rappresentante Giorgio Martorelli, aveva chiesto che Lactalis si astenesse dal voto, trovandosi in “conflitto di interessi” con l’effetto di rendere “potenzialmente annullabile” l’eventuale delibera approvata con il suo voto. Immediato il no di Lactalis: “Non solo non c’è un conflitto di interesse per nessuno ma la cosa più importante è che non c’è un danno” né dal cash pooling né dall’acquisizione di Lag, aveva detto il rappresentante di Sofil (controllante del gruppo francese), l’avvocato Francesco Gatti, tra i destinatari della potenziale azione di responsabilità. A presiedere l’assemblea l’amministratore indipendente Pier Giuseppe Biandrino e non la presidente Gabriella Chersicla, che figurava tra gli amministratori potenzialmente destinatari dell’azione di responsabilità.

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