Parmalat, niente sconti a Tanzi: 10 anni in appello


MILANO, 26 MAG. 2010 – Dopo sei ore di camera di consiglio, anche il processo d’appello per il crack Parmalat è giunto a conclusione. La Corte di Appello di Milano ha confermato la pena di dieci anni di reclusione inflitta in primo grado a Calisto Tanzi, per aggiotaggio e ostacolo all’autorità di vigilanza. Oltre all’ex patron, sono stati condannati Giovanni Bonici, ex presidente di Parmalat Venezuela, e Luciano Silingardi, consigliere indipendente del gruppo. Entrambi assolti nel dicembre 2008, adesso vanno incontro rispettivamente a due anni e sei mesi e a tre anni di reclusione. Rimane tale, invece, la sentenza di assoluzione per i tre funzionari di Bank Of America – Luis Moncada, Antonio Luzzi e Luca Sala – e per i consiglieri Enrico Barachini e Paolo Sciumé.Tanzi, per il quale la procura generale aveva chiesto un inasprimento della pena a 11 anni e un mese, dovrà inoltre risarcire assieme a Bonici e Silingardi circa 105 milioni di euro, cioè il 30% del danno, ai risparmiatori danneggiati. Si tratta di circa trentaduemila persone riunite in un comitato di obbligazionisti, che si sono costituite parte civile. La somma pattuita – inferiore rispetto alla richiesta, che era del 40% – spetta loro a titolo di provvisionale e rappresenta una novità rispetto al primo grado, quando i risparmiatori avevano ottenuto soltanto una condanna al risarcimento del danno a carico di Tanzi, ma da stabilirsi in un giudizio civile."Sono felicissima, contentissima, perché finalmente, a differenza del primo grado, hanno condannato Tanzi a risarcirci". Così Rita Cipriano, che fa parte del comitato degli obbligazionisti costituitisi parte civile, ha commentato la sentenza. "Sono molto contenta", ha ribadito la signora, sempre presente a tutte le udienze del processo milanese e anche di quello in cui sono imputate, in relazione al crac, alcune banche e funzionari degli istituti di credito. "Ora la mia paura – ha spiegato ancora la donna – è che non si arrivi a delle condanne nel processo alle banche".Carlo Federico Grosso, l’avvocato che rappresenta gli oltre 32 mila risparmiatori danneggiati, parla invece di una "vittoria clamorosa" nei confronti di Tanzi e degli altri due imputati condannati. Anche se, come chiarisce, sarà difficile "prendere praticamente quei soldi, perché si tratta di soggetti che non hanno disponibilità", la sentenza di oggi a favore dei risparmiatori stabilisce "un principio importante". L’avvocato ricorda che in primo grado i giudici avevano negato le provvisionali, "sostenendo di non essere in grado di fare calcoli sui danni subiti dagli obbligazionisti". Grosso spiega che "nei motivi d’Appello ho insistito molto su questo punto e alla fine abbiamo avuto ragione".Tanzi ha espresso la sua amarezza e il suo disappunto parlando al telefono con i suoi difensori, gli avvocati Giampiero Biancolella e Fabio Belloni. I due legali, che difendono l’ex patron di Parlamat insieme al professor Filippo Sgubbi, hanno spiegato che il loro assistito é rimasto sconcertato "sia per la omissione della riduzione della pena sia per la concessione della provvisionale. "Non perché non sente l’obbligo di risarcire tutti coloro che sono stati danneggiati – hanno proseguito gli avvocati – ma perché è stato impedito di svolgere alcun tipo di attività difensiva e in particolare di accertare quali fossero state le ragioni che avessero indotto i risparmiatori a comprare titoli Parmalat ed eventualmente da chi fossero stati convinti ad acquistarli". L’avvocato Biancolella ha aggiunto che Tanzi "ha lo stesso nostro umore, cioé nero". "Prendiamo atto della conferma della condanna, certamente il frazionamento dei processi ha creato difficoltà nel ricostruire la vicenda" – ha spiegato il legale riferendosi alla sede rpocessuale, divisa tra Milano e Parma – ma ovviamente ricorreremo in Cassazione". E sul fatto che l’ex patron Parmalat sia stato condannato anche a risarcire a titolo di provvisionale i risparmiatori, per oltre cento milioni di euro, l’avvocato ha detto: "Ciò si inserisce nel filone dei sequestri di beni che Tanzi ha già subito ed è certamente un aspetto censurabile della sentenza"."Dopo oltre quattro anni di processi in Italia e negli Stati Uniti è emerso chiaramente che nessuno dei dipendenti di Bank of America era a conoscenza della frode di Parmalat". E’ quanto si legge, invece, in una nota di Bank of America in merito alla conferma dell’assoluzione di oggi di Moncada, Luzzi e Sala, finiti sotto processo per i reati di aggiotaggio. Nel camunicato, Bank of America "esprime la propria soddisfazione per la decisione della Corte d’Appello di Milano". Inoltre, l’istituto statunitense ha precisato che "la tesi secondo cui la banca avrebbe continuato a prestare centinaia di milioni di dollari a Parmalat, pur sapendo che la società stava commettendo frodi finanziarie e contabili, è evidentemente assurda".

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