Parmalat, Lactalis taglia e i sindacati protestano


PARMA, 5 LUG. 2012 – Parmalat pone la data di scadenza su tre stabilimenti e su 120 suoi dipendenti. La decisione sta scritta in un piano che i nuovi proprietari, i francesi del gruppo Lactalis, si rifiutano di definire "industriale", ma che per i sindacati è impossibile chiamare in altro modo. Il documento contenente una serie di pesanti razionalizzazioni, è stato discusso ieri nella sede dell’Upi a Parma, dove rappresentanti dell’azienda hanno incontrato le sigle Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Dall’incontro non è scaturito nessun accordo. La decisione dei sindacati, anzi, è l’indizione delle prime due ore di sciopero, entro il 24 e il 25 luglio, da tenersi attraverso assemblee sindacali in tutti i siti produttivi del gruppo Parmalat. "Il piano – si legge in una nota congiunta dei sindacati – prevede fra le altre cose la chiusura di tre siti produttivi e un esubero di trenta unità nel sito di Parma. Le federazioni nazionali di Fai, Flai e Uila – viene spiegato – hanno giudicato il piano presentato insoddisfacente sia nelle proposte di merito sia nella quantità degli investimenti previsti": i sindacati "si aspettavano da un gruppo di rilevanza mondiale come Lactalis-Parmalat un piano industriale che non prevedesse unicamente tagli ed esuberi ma la definizione di un chiaro progetto di sviluppo strategico".Pertanto, chiosa la nota, "il confronto proseguirà in sede sindacale il 24 e 25 luglio ed entro tale data sono state proclamate due ore di sciopero da tenersi attraverso Assemblee in tutti i siti del gruppo" alimentare.

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