Parmalat, la class action in Usa funziona: 15 milioni di euro agli investitori


PARMA, 3 MAR – La Parmalat ha reso noto che una corte distrettuale di New York "ha approvato" la transazione concordata a inizio maggio dal gruppo di Collecchio con gli investitori americani danneggiati dal crack dell’azienda avvenuto nel 2003. Parmalat cederà loro 10,5 milioni di azioni del gruppo, il tutto entro 30 giorni dal momento in cui l’ordinanza sarà definitiva. Lo si legge in una nota diffusa ieri sul sito americano della società di Collecchio.L’annuncio dell’accordo con i creditori che avevano promosso la class action era stato dato il 2 maggio scorso, quando i 10,5 milioni di azioni valevano circa 23,4 milioni di euro (alla quotazione di 1,47 euro di ieri l’importo scenderebbe a 15,4 milioni). I creditori americani avevano avanzato una richiesta iniziale di risarcimento pari a circa otto miliardi di dollari. All’epoca fu sottolineato che Parmalat era dunque riuscita a risolvere la questione con una cifra ben inferiore a quanto richiesto dai creditori, chiudendo definitivamente il capitolo con un esborso che, secondo alcuni analisti, poteva essere maggiore di almeno quattro volte.Da sottolineare il fatto che l’azienda che risarcirà i creditori americani sarà la nuova Parmalat di Enrico Bondi, anche se la richiesta di rimborso riguarda fatti che si riferiscono alla passata gestione fallimentare dell’epoca del patron Callisto Tanzi. Il giudice della corte distrettuale di Manhattan, Lewis Kaplan, aveva però stabilito che la nuova società di Collecchio, avendo incassato i risarcimenti legati ai fatti antecedenti la fine del 2003 e avendo trasformato i vecchi debiti in azioni, deve, secondo quanto stabilisce la legge americana, assumere tutte le relative responsabilità della passata gestione.Nel dare la propria approvazione alla transazione, il giudice americano ha messo in evidenza come il processo, iniziato nel 2004, è risultato "sorprendentemente lungo, costoso e complesso" oltre a coinvolgere investitori di tutto il mondo. Dalla class action in questione, però, a partire dal luglio 2007, sono stati esclusi tutti i soggetti stranieri che avevano sottoscritto titoli Parmalat fuori dal territorio americano.Leggi ancheSpunta il biglietto rivelatore: "La Banca di Roma fa pressioni su Tanzi"

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