Parmalat, in casa Tanzi un altro pezzo del tesoro


PARMA, 11 DIC. 2009 – La caccia al tesoro di Tanzi non conosce tregua. Un blitz della guardia di finanza è avvenuto a notte fonda nella villa di Calisto Tanzi, a Vigatto, alle porte di Parma. A sei anni di distanza dal crac Parmalat questa volta l’oggetto della ricerca non erano i documenti contabili sul colosso del latte di Collecchio ma le opere d’arte in possesso dell’ex patron. Dodici i dipinti trovati dalle fiamme gialle che vanno a unirsi ai 19 già sequestrate la scorsa settimana in soffitte e cantine di appartamenti di Stefano Strini, genero del cavaliere. I quadri sono stati sequestrati ma lasciati in custodia nella villa come è accaduto per altri oggetti preziosi che si trovavano nell’abitazione. Altre quattro opere sono state sequestrate in abitazioni di Parma e provincia nella disponibilità di persone vicine al cavaliere, tra cui lo stesso Strini. Si tratta di quadri di Segantini, Kandinsky e Chagall. Tele che sono state trasportate in Procura e momentaneamente depositate nell’ufficio della pm Lucia Russo.Anita Chiesi, moglie del cavaliere, figura nel registro degli indagati anche se dalla Procura non arrivano conferme ufficiali. “A questa domanda non rispondo”, ha detto il procuratore Gerardo Laguardia quando i cronisti gli hanno chiesto se Chiesi fosse stata indagata per la vicenda dei quadri nascosti. Di fatto i 12 quadri trovati nel seminterrato della villa di Tanzi non figurano tra quelli che furono sequestrati nei primi mesi del crac e di cui Anita Chiesi riuscì a dimostrare la proprietà ottenendo il dissequestro di tutti i beni.“L’idea è che girassero molti quadri appartenenti alla famiglia Tanzi – ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia – si è rotto un mattone nella diga del silenzio e sono venute fuori informazioni che ci hanno consentito di recuperare una parte dei dipinti che erano di proprietà del cavaliere”. La Procura ritiene che i Tanzi, attraverso persone non appartenenti alla famiglia, abbiano cercato e stiano cercando di vendere le opere sottratte al fallimento di sei anni fa. “Chi ha informazioni o sia entrato in possesso di una di queste opere ce lo faccia sapere – ha continuato il procuratore Laguardia – prima che siamo noi a scoprirlo”. Per il momento le opere saranno tutte prese in carico dalla sovrintendenza ai Beni culturali di Parma in attesa che sia compiuta una valutazione sia delle opere sequestrate la scorsa settimana (19) sia di quelle sequestrate la scorsa notte.Nessuna dichiarazione ufficiale sul numero degli indagati nell’inchiesta sul tesoro nascosto di Tanzi, anche se sembra che sia destinato a salire con il passare dei giorni. Per quanto riguarda le 12 opere trovate nel seminterrato di villa Tanzi ci si domanda come mai non siano state individuate prima. “Dopo il 2003 e il 2004 – ha spiegato Laguardia – la guardia di finanza non ha eseguito nessuna perquisizione. All’epoca furono sequestrati tutti i dipinti e i beni di valore trovati nell’abitazione che in seguito furono dissequestrati perché Tanzi riuscì a dimostrare che quei beni appartenevano alla moglie”.

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