Parmalat. “Il rilancio non c’è e gli utili vanno in Francia”


PARMA, 14 MAR. 2012 – Nonostante i numeri positivi, il bilancio di Parmalat non fa dormire sonni tranquilli ai suoi lavoratori. Ai sindacati Cgil, Cisl e Uil non è infatti andata giù la spartizione dei guadagni prodotto in quel di Collecchio. "Due terzi dell’utile prodotto nel 2011, soprattutto grazie alla divisione Italia, invece di essere reinvestito viene spartito tra gli azionisti, ossia va per l’83% a Lactalis", si legge in una nota congiunta.Nel comunicato, firmato dalle sigle di categoria Flai, Fai e Uila, viene espressa preoccupazione per le strategie che la nuova proprietà sta mettendo in campo. "Parmalat oggi – sottolineano – ha bisogno più che mai di un vero rilancio industriale. Servono volumi e investimenti. Rappresentanti della proprietà ci hanno promesso la presentazione di un piano industriale in primavera. Ci auguriamo che ciò avvenga presto perché i segnali pervenuti fino ad oggi non sono incoraggianti". Flai-Fai-Uila ricordano "che i lavoratori, che hanno contribuito in modo determinante a risollevare l’azienda dal crack, pretendono dalla nuova proprietà il mantenimento degli impegni presi pubblicamente in occasione dell’Opa".

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