Parmalat, i francesi lanciano l’ultimo assalto


PARMA, 26 APR. 2011 – Due virgola sessanta euro per azione e rien ne va plus. Più o meno suona così l’annuncio di Lactalis di un’offerta pubblica d’acquisto su Parmalat a 2,6 euro. Un’operazione motivata dai francesi come conseguenza della nuova legge "antiscalate" voluta dal ministro Tremonti e in risposta alla possibile formazione di una cordata italiana per rilevare l’azienda di Collecchio. Un annuncio, quello del colosso del latte francese, che arriva a poche ora del vertice Berlusconi-Sarkozy a Roma, nei cui punti in agenda c’è lo shopping delle aziende francesi in Italia. Intanto il titolo Parmalat in Borsa è schizzato a più 11 per cento, e cioè verso il prezzo fissato dall’Opa (all’ultima chiusura era quotato 2,3 euro).SEDE E TESTA RESTANO IN ITALIA Nel suo comunicato Lactalis sottolinea "la sua volontà di sviluppare il proprio piano nel rispetto dell’italianità di Parmalat, mantenendo la sede in Italia, salvaguardando gli asset produttivi, i dipendenti e la filiera italiana del latte, nell’interesse dell’economia del territorio". Lactalis intende mantenere Parmalat quotata alla Borsa di Milano.PROGETTO AMBIZIOSO "Noi abbiamo un progetto di crescita ambizioso per Parmalat: farne il gruppo italiano di riferimento nel latte confezionato a livello mondiale, con sede, organizzazione e testa in Italia" ha dichiarato il presidente del gruppo Lactalis, Emmanuel Besnier in una nota annunciando l’opa. Quello che ne nascerà sarà un gruppo che dovrebbe realizzare un giro d’affari pro forma di circa 14 miliardi di euro, diventando il primo gruppo mondiale nei prodotti lattiero-caseari. Il gruppo francese, sottolinea la nota, "valuterà l’opportunità di far confluire in Parmalat le proprie attività europee nel settore del latte confezionato, tra le quali quelle detenute in Francia e in Spagna".ESPANSIONE NEI NUOVI MERCATI "Il progetto industriale di Lactalis prevede la valorizzazione di Parmalat a livello internazionale, grazie alla forte complementarietà tra i due gruppi sia a livello geografico che di prodotto. Inoltre, l’espansione nei mercati in forte sviluppo quali Brasile, India, Cina, nei quali entrambi i Gruppi ad oggi hanno una limitata presenza, potrebbe essere perseguita in modo più efficace attraverso un intervento congiunto", spiega Lactalis nel comunicato.

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