Parmalat guarda al 2013: dismissioni e più ricavi


3 MAR. 2011 – Parmalat guarda avanti e nel corso della presentazione dei conti 2010 pensa già al 2013. In quella data, cioè nell’arco di due anni, è prevista una crescita dei ricavi dell’11,1%, fino a quota 4,78 miliardi di euro. Lo ha detto il direttore delle operazioni del gruppo, Antonio Vanoli, precisando che l’Ebitda (margine operativo lordo) è atteso a 437 milioni (+15,8%). Il direttore finanziario del gruppo di Collecchio, Pier Luigi De Angelis, ha invece parlato di un piano di dismissione di asset da 200 milioni di euro entro il 2013-2015, che potranno essere poi destinati agli azionisti sotto forma di dividendo. "In termini di cassa – ha spiegato De Angelis – il piano di dismissioni vale circa 200 milioni di euro, ovvero oltre 100 milioni di plusvalenze e se dovessimo stressare la leva finanziaria i valori possono essere anche migliori". De Angelis ha spiegato che si tratta di asset non strategici come partecipate o proprietà immobiliari, tra cui uno ad uso agricolo di grande valore vicino a Roma. Poco prima che iniziasse a parlare il direttore finanziario, il numero uno Enrico Bondi aveva anticipato che Parmalat sta pensando "di disinvestire in una serie di asset non strategici in modo da avere cassa per sostenere la crescita del gruppo"."Il nostro atteggiamento è passivo, noi siamo spettatori, la parola la lasciamo agli azionisti. La stampa si è sbizzarrita". Cosi l’amministratore delegato  Bondi, ha poi risposto agli analisti che chiedevano l’atteggiamento del gruppo rispetto alle manovre in corso degli azionisti in vista del rinnovo dei vertici in agenda ad aprile.

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