Parmalat, francesi pronti a bersi l’intero capitale


PARMA, 26 APR. 2011 – Non c’è legge antiscalata che tenga. E nemmeno rinvii di consigli di amministrazione capaci di mettere bastoni tra le ruote. L’avanzata di Lactalis su Parmalat procede. E’ di questa mattina l’annuncio un’offerta pubblica d’acquisto sul cento per cento delle azioni dell’ex gruppo di Calisto Tanzi. I francesi non si sono fatti intimorire dalla cordata, ancora in fasce, che doveva salvaguardare l’italianità di uno dei marchi più famosi dello stivale (non solo per via di un passato di qualità alimentare). Lactalis possiede già il 29% del capitale azionario di Parmalat. Da rastrellare resta dunque il restante 71%. Un’opa allettante, quella dei francesi, che hanno offerto 2,6 euro per azione, il 13% in più rispetto alle ultime quotazioni. Vivaci, come era prevedibile, le reazioni in Borsa. Il titolo è stato prima sospeso poi riammesso con una forte crescita. L’ultima mossa di Lactalis è arrivata, non a caso, nel giorno della riunione del vertice bilaterale tra Italia e Francia a Roma. Nei punti in agenda era fissato lo shopping delle aziende francesi in Italia.Al termine del vertice Italia-Francia Silvio Berlusconi ha detto che Parmalat e Lactalis sono due società private e come tali vanno trattate. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha invece commentato che per restare in Europa occorre dare vita a gruppi europei e che questo è il senso dell’operazioni in corso. "Voi avete le piccole e medie imprese, noi i grandi gruppi. Non c’è bisogno di farci la guerra", ha detto il premier francese. Piuttosto "creiamo grandi gruppi italo-francesi", ha aggiunto, e "se ci sono delle difficoltà, parliamone" perché "abbiamo bisogno gli uni degli altri".Si profila la nascita di un gruppo che dovrebbe realizzare un giro d’affari di circa 14 miliardi di euro, diventando il leader mondiale nei prodotti lattiero caseari. A rassicurare sul mantenimento dell’italianità di Parmalat sono state le parole del presidente di Lactalis che ha manifestato l’intenzione di realizzare un "gruppo italiano di riferimento nel latte confezionato a livello mondiale con sede e organizzazione e testa in Italia".Duro il commento di Susanna Camusso secondo la quale l’opa lanciata rappresenta "il limite di un governo che ha negato in tutto questo periodo l’esistenza di una politica industriale e che ha pensato che sul piano della finanza si risolvessero i problemi". Secondo il segretario generale nazionale della Cgil, che ha parlato a margine di un incontro a Bologna, l’offerta dei francesi "rischia di essere l’unica possibile, data la situazione e data la debolezza e l’inesistenza delle cordate italiane, e rischia di dare un’ennesima dimostrazione che la grande industria alimentare è sempre meno italiana".PER BATTERE I FRANCESI CI VOGLIONO 4,5 MLDSi alza ad almeno 4,5 miliardi di euro il costo che la cordata italiana dovrà sostenere nel caso in cui voglia sfilare il controllo della Parmalat ai francesi di Lactalis. Il lancio di un’opa totalitaria a 2,6 euro ad azione da parte dei francesi costringerà infatti, testo unico della finanza alla mano, la Cassa Depositi e Prestiti a le banche italiane coinvolte nel progetto (Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Unicredit e Bnl) a presentare un’offerta migliorativa sul totale del capitale, non essendo contemplata una controfferta parziale. Sfuma dunque la possibilità di un’opa parziale sul 60-70% del capitale della Parmalat, ipotesi su cui, secondo indiscrezioni di stampa, era al lavoro la cordata italiana e che sarebbe costata almeno tre miliardi di euro (incluso un premio per invogliare gli azionisti ad aderire). L’offerta dei francesi su Parmalat valorizza il gruppo 4,52 miliardi di euro e per superarla l’eventuale cordata italiana dovrà offrire qualcosa di più. Alternative non risultano essercene.

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