Parmalat, chiesti nuovi risarcimenti su bond pre-crac


23 MAG. 2011 – Parmalat via via sempre più francese. E’ partita oggi l’offerta pubblica d’acquisto di Lactalis sul gruppo un tempo guidato da Calisto Tanzi. In Borsa il titolo sembra però non essersi accorto di nulla. E’ praticamente invariata, infatti, la quotazione da venerdì scorso. Intanto sul fronte giudiziario c’è da aggiungere un altro ricorso, una richiesta di risarcimento che però non ha nulla a che fare con l’opa appena partita. Le perdite che un gruppo di fondi d’investimento stranieri vogliono vedersi rimborsare risalgono al 2003, al tempo dei bond Parmalat emessi a ridosso del crack e divenuti in breve tempo carta straccia.Sono diciassette i fondi che hanno citato in giudizio, al Tribunale di Milano, le banche che avevano venduto loro i bond. Tra questi istituti c’è Intesa Sanpaolo, l’unico italiano, che nel 2003 era tra i proprietari di Nextra, la società emittente del titolo divenuto di valore prossimo allo zero. Un’operazione che fece comunque finire nelle casse del gruppo di Collecchio 300 milioni di euro. L’accusa dei fondi è quella già sentita pronunciare dai pm di Milano e Parma: le banche sapevano delle precarie condizioni economiche di Parmalat ma avevano fatto di tutto per occultarle, mantenendo così in vita una società decotta.Per questa vicenda Nextra, nel 2004, aveva già versato alla nuova Parmalat di Enrico Bondi 160 milioni di Euro, mentre quattro funzionari hanno patteggiato una pena di sei mesi per diffusione di false informazioni al mercato.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet