Parmalat, assolti gli istituti bancari coinvolti nel crack


MILANO 18 APR. 2011 – Il crac era tutta colpa di Calisto e dei suoi dirigenti, le banche non c’entravano niente. Così hanno sempre sostenuto i quattro grandi istituti stranieri sotto processo a Milano. E stamattina i giudici hanno dato loro ragione, assolvendo tutti: le banche e i funzionari di queste. Il reato di cui erano accusati era l’aggiotaggio, ovvero l’aver fornito al mercato false comunicazioni col fine di gonfiare il valore del titolo Parmalat, pur sapendo che si trattava di carta straccia. Secondo l’accusa, Citigroup, Deutsche Bank, Morgan Stanley, Bank of America e i loro funzionari erano a conoscenza della disastrosa situazione del gruppo di Collecchio.I giudici hanno invece assolto tutti. Una sconfitta per i 30 mila risparmiatori beffati dall’acquisto dei bond Parmalat e che si erano costituiti parte civile per sperare in un indennizzo (il numero totale degli obbligazionisti truffati è di 120 mila). E una doccia fredda anche per i pubblici ministeri milanesi Fusco, Nocerina e Greco che avevano chiesto confische per quasi 120 milioni di euro e una sanzione di 900 mila euro per ogni banca. Oltre a condanne che andavano da 1 anno a 1 anno e 4 mesi per i funzionari, finiti invece assolti "per non aver commesso il fatto" o perché "il fatto non sussiste", queste le formule utilizzate.il processo milanese riguardava solo il reato di aggiotaggio, sul crac di Parmalat è ancora al lavoro il tribunale di Parma. Dopo sette anni i responsabili della più colossale truffa europea sarebbero circoscrivibili unicamente ai vertici di Collecchio, ovvero a Calisto Tanzi e al suo entourage.

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