Parmalat, a Milano si indaga sulla scalata Lactalis


MILANO, 25 MAR. 2011 – L’accordo tra i fondi esteri soci di Parmalat e Lactalis si arricchisce di appendice giudiziaria. La Procura di Milano ha infatti aperto un fascicolo a carico di ignoti per far luce sull’operazione che nei giorni scorsi ha portato il colosso francese Lactalis a detenere un pacchetto complessivo pari al 29% del capitale dell’azienda di Collecchio, dopo aver acquistato un pacchetto azionario pari al 15,3% da Zenit, Skagen e MacKenzie. Il reato ipotizzato è l’aggiotaggio e tale proposito, stamattina, l’amministratore delegato di Parmalat Enrico Bondi è stato sentito come persona informata sui fatti dal pm Eugenio Fusco.Nel frattempo Lactalis ha ufficializzato alla Consob l’acquisto dei pacchetti azionari Parmalat rilevati dai fondi esteri e l’esistenza dei contratti equity swap su una partecipazione potenziale del 15% del capitale del gruppo di Collecchio. È quanto emerge dalle comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti alla Commissione, effettuate dalla holding del gruppo francese, Bsa. Secondo quanto risulta dalla Consob, Bsa detiene una quota diretta del 13,96% e una partecipazione potenziale del 15%, in forza di due equity swap, uno con Societé Generale del 7,5% e uno con Credit Agricole del 7,518%.Le polemiche, comunque, non finiscono qui. "L’operazione francese su Parmalat non punta a investire in Italia, ma solo a impadronirsi di un marchio col quale veicolare prodotti non italiani, rendendolo strumento di interessi non italiani". Ad affermare ciò è Luigi Marino, presidente Confcooperative, che rileva come "non siano quindi pertinenti le obiezioni sulle misure antiscalate". "Se non operiamo questa distinzione – osserva Marino – recitiamo luoghi comuni del culto del mercato, mentre si allontana la prospettiva di sviluppo del sistema Italia".E sulla questione è stato interpellato direttamente Nicolas Sarkozy. Durante la conferenza stampa finale del Consiglio europeo svoltosi ieri e oggi a Bruxelles, l’inviato de La7 ha chiesto il parere del presidente francese sulla scalata a Parmalat da parte di Lactalis e sul decreto che il governo italiano ha adottato mercoledì scorso per evitare che gli ‘asset’ strategici dell’economia nazionale cadano in mani straniere. E lui ha risposto glissando e buttandola sullo scherzo: "Bravo, uno a zero. Mi aspettavo di tutto tranne che una domanda su questo – ha detto dopo aver parlato della Libia e di sicurezza nucleare – non ho una posizione, è un argomento che conosco molto male, temo che direi una sciocchezza. Telefoni piuttosto a mia moglie, in italiano, perché io…".

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