Parma, un ginepraio chiamato inceneritore


PARMA, 10 NOV. 2011 – Farsi spazio nella coltre di fumo che avvolge l’inceneritore di Parma. Questo il compito che sta svolgendo la procura parmigiana che indaga sugli appalti relativi all’opera ancora in costruzione. Inviate dal sostituto procuratore Roberta Licci, ieri le fiamme gialle hanno acquisito documenti negli uffici di Iren, la multiutility intestataria del progetto, ma anche presso le amministrazioni comunale e provinciale, ovvero gli enti che hanno autorizzato i lavori. La lista delle segnalazioni di irregolarità raccolte dalla Procura è lunga. A riassumerla ci pensa il Comitato Gestione Corretta Rifiuti, firmatario, insieme agli avvocati Allegri e De Angelis e all’ingegner Cavalca di una serie di esposti. A non essere chiari sono i seguenti aspetti:- l’affidamento dell’inceneritore a Enia da parte dell’Ato (Ambito territoriale ottimale), un’agenzia che però non è competente in materia di smaltimento rifiuti (è lei stessa a dichiararlo)- la gara per le opere civili da 43 milioni di euro alla quale si presenta come unico concorrente la cooperativa Ccc di Bologna- la proprietà della rete di teleriscaldamento (i registri comunali sembra non dicano di chi sia. Se spetta al Comune, allora Iren deve pagargli i diritti per l’utilizzo del suolo pubblico)- l’affidamento a Iren, in via esclusiva e senza gara pubblica, delle fasi di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti e di quelle di trattamento, recupero e riciclaggio- la mancanza di titolo edilizio al cantiere- il comparire del marchio Hera (multiutility concorrente di Iren) su molti documenti inerenti al progetto dell’inceneritoreA quest’ultimo punto si deve la visita delle fiamme gialle alla sede di Hera in quel di Bologna. "La lista è lunga e complessa", scrive in una nota il comitato Gcr. "Gli uomini della Guardia di finanza e dalla Procura avranno pane per il loro denti, quando cercheranno di sbrogliare l’intricata matassa. Il nostro obiettivo finale, comunque, rimane quello di realizzare a Parma una gestione corretta dei rifiuti, che salvaguardi territorio e persone."E per una volta, quelli del comitato, dicono di trovarsi d’accordo con le parole del presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, che ha espresso fiducia nel lavoro della magistratura dichiarando di avere tutto l’interesse che sulla vicenda "si faccia la massima chiarezza" e "che si possa giungere al più presto a una conclusione".

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