Parma, troppo fumo nei costi dell’inceneritore


PARMA, 5 APR. 2011 – Tra le ragioni principali addotte dall’amministrazione comunale per giustificare un inceneritore anche a Parma, c’era il maggiore costo dello smaltimento dei rifiuti in impianti fuori provincia. Peccato poi che nell’iter di assegnazione dei lavori di costruzione del nuovo forno, il principio dell’economicità è stato dimenticato. Il contratto di realizzazione dell’inceneritore è stato infatti affidato direttamente a Iren, senza la presentazione, da parte del colosso multiutility, di un piano economico e finanziario. Conseguenza di ciò è che ogni anno, con giustificazioni vaghe, i costi lievitano. "Anche il sindaco Vignali se n’è accorto, ha chiesto spiegazioni e si è accontentato di quanto riferito da Iren. Così ha fatto il presidente della Provincia Bernazzoli. Noi invece, come cittadini, non ci accontentiamo". A parlare sono due avvocati parmigiani, Arrigo Allegri e Pietro De Angelis, che della mancanza di trasparenza nei costi dell’inceneritore di Ugozzolo ne hanno fatto una battaglia.Nei mesi scorsi Allegri e De Angelis hanno ottenuto una procedura d’infrazione dalla Commissione europea nei confronti della ex municipalizzata e hanno presentato diversi esposti alla Procura di Parma e alla sezione regionale della Corte dei Conti. A non essere in regola, secondo i due legali, è tutta la partita di contratti per la gestione dei rifiuti che si sono susseguiti nella trasformazione societaria fino alla multiutility Iren. Ma, soprattutto, la cosa che meno torna sono i costi dell’inceneritore. Nel quadro tecnico economico (che è un documento diverso dal piano economico-finanziario, mai fornito dall’azienda) c’è una voce da 41 milioni molto fumosa. Soldi che non si capisce dove vadano a finire. Il documento li motiva come ‘imprevisti e oneri su base d’asta ribassata’ e ‘riclassifica oneri finanziari e mano d’opera’."Indicazioni troppo generiche – accusa De Angelis – all’insegna della poca trasparenza". In attesa del responso della magistratura e dell’Autorità di vigilanza sui contratti, l’avvocato Allegri rilancia la necessità della gara d’appalto per il termovalorizzatore, sottolineando che si farebbe ancora in tempo: "I lavori non sono in uno stadio avanzato da compromettere l’intero progetto, si indica la gara d’appalto e si facciano i contratti in regola".

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