Parma, a rischio 2000 posti di lavoro


Otto mesi consecutivi di recessione, che hanno lasciato sul terreno molte vittime. Famiglie sempre più povere a cui va garantito una sopravvivenza dignitosa attraverso le tariffe sociali, cioè legate ai redditi. A chiederlo sono Cgil, Cisl e Uil di Parma che chiedono di aprire con urgenza un tavolo di confronto sulle tutele sociali che coinvolga Comune, Provincia, Regione e lo stesso Parlamento italiano. Il sindacato lancia l’allarme descrivendo una realtà “dopo il fallimento di aziende di piccole e medie dimensioni, strozzate dalla chiusura del credito e la selvaggia contrazione occupazionale del comparto dei servizi”, che, nella regione, “aveva consentito di reggere la prima ondata della crisi”.

Per Cgil i dati indicano “la perdita di 1.700 posti di lavoro nel 2013 con la prospettiva di oltre 2000 posti in meno nel 2014”, e l’aumento “del 46% di iscrizione alle liste di mobilità e del 300% circa di ricorso alla cassa integrazione”, spiega il sindacato. Una situazione che impoverisce le famiglie, sempre più in difficoltà nel pagare mutui e affitti, a cui si aggiunge il grave problema “delle tariffe dei servizi pubblici, i cui costi gravano molto pesantemente sui ceti meno abbienti”, aggiungono i sindacati, come dimostra il fatto che Iren “ha ricevuto oltre 15.000 domande di rateizzazione del pagamento delle bollette e patisce una quantita” ingentissima di contratti insoluti”, mentre “il Comune di Parma fa fronte a oltre 1.500 famiglie che non sono in grado di pagare i servizi fondamentali”.

Secondo le sigle “obiettivo prioritario è quello di garantire a tutti l”accesso ai servizi elementari e fondamentali, attraverso l’erogazione del minimo garantito di luce, acqua, gas e riscaldamento”, che ponga “al centro la necessità di individuare nuove tipologie tariffarie più eque, legate ai redditi”, cioè le cosiddette “tariffe sociali”, coinvolgendo “tutti i soggetti sociali del territorio nell’elaborazione di proposte, che siano espressione di un’intelligenza collettiva”, concludono Cgil, Cisl e Uil a cui si associano la Commissione Audit Debito Pubblico, Ciac, Rete Dormire Fuori, comunità Senegalese di Parma e Provincia, Perchè No?, Coordinamento Acqua Pubblica Parma, Liberacittadinanza, Insurgent City.

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