Parma, questa sconosciuta per la Corte dei Conti


BOLOGNA, 23 FEB. 2012 – Un Comune fantasma. Così è Parma per la Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna. I dati dell’amministrazione della città ducale mancano all’appello, infatti, da dieci anni. "Il solo Comune di Bologna ha presentato, per il quadriennio 2007-2010, circa 230 conti giudiziali, mentre il Comune di Parma non ha presentato nell’ultimo decennio né i conti degli agenti contabili interni né il conto del tesoriere", così Luigi Di Murro, presidente della Corte dei Conti regionale ha spiegato spiega nella sua relazione preparata per l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Bologna. Per questa omissione, ha aggiunto, "questa sezione si è attivata al fine di instaurare il giudizio per resa dei singoli conti giudiziari". La verifica era stata fatta, ha spiegato poi a margine ai cronisti il presidente, "appena abbiamo avuto conoscenza della criticità di Parma", cioè delle inchieste, fra cui ‘Green Money’, che hanno portato all’arresto di assessori e dirigenti e alle dimissioni del sindaco Vignali. Il risultato è stato quello di apprendere che "Parma non ha mai reso il conto". La resa dei conti, ha proseguito Di Murro, è "un atto autonomo dell’agente contabile che può essere stimolato dalla sezione giudiziaria, laddove si accorga della carenza operativa dell’agente". Salvatore Pilato, procuratore generale della Corte, interpellato sul tema, ha spiegato che ci sono attività investigative in corso e di non poterne parlare. "Nell’arco di quest’anno – ha annunciato – vi saranno interventi da parte della Procura regionale".

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