Parma, quegli strani intrecci tra Tep e Stt


PARMA, 11 OTT. 2010 – Delle teste devono cadere. Così chiede la minoranza in Consiglio comunale a Parma. Ci sono dei conti (una grossa somma di denaro pubblico) che non tornano. Nel senso che non si sa quando saranno di nuovo disponibili. Si tratta di sette milioni e 600 mila euro che la Tep, l’azienda di trasporto pubblico, aveva depositato presso la Banca Mp. E che ora sono bloccati, per il fatto che l’istituto, di Milano, dal luglio del 2009 è commissariato, per via di 40 milioni di euro sospetti di provenienza sammarinese scovati tra i suoi conti dalla Banca d’Italia. A far rizzare le antenne ai partiti all’opposizione a Parma, il fatto che del consiglio d’amministrazione di Banca Mb faceva parte Andrea Costa, attuale presidente di Stt, una holding del Comune che si occupa di trasformazione del territorio ed ex presidente di Tep.Per questo l’opposizione chiede le dimissioni del presidente di Tep, Tiziano Mauro, e la sospensione di Costa dalla presidenza di Stt. Secondo Giorgio Pagliari, capogruppo del Pd, Maria Teresa Guarnieri (Altrapolitica) e Marco Ablondi (Rifondazione), Costa era nel consiglio di amministrazione di Banca Mb proprio nel momento del commissariamento di questa. Ed era in carica anche quando la Tep decise di affidare i sette milioni di euro e passa all’istituto d’affari milanese. Da aggiungere a ciò c’è anche la partecipazione di Costa in Mb attraverso una società che si chiama "C&C and partners". Al presidente di Tep, Mauro, viene invece contestata la scelta di affidare un così cospicuo ammontare in Banca Mb senza comunicare nulla al consiglio di amministrazione dell’azienda di trasporti. Un deposito che avvenne nel momento in cui sulla banca sussistevano i più fondati sospetti, visto che l’istituto di credito si trovava sottoposto alla vigilanza di Bankitalia.Ma anche prima del commissariamento le ragioni per stare alla larga da quella banca non mancavano. Vicepresidente di Mb era Giovanni Burani, il figlio di Mariella, arrestato qualche mese fa dalla guardia di finanza di Reggio Emilia. Di Mb Giovanni Burani si è servito per mettere a segno qualche colpo dei suoi sulle azioni di Antichi Pellettieri, una società del gruppo Mbfg. Sui rapporti tra Tep e Mb Banca è stata aperta un’inchiesta condotta dal procuratore capo di Parma Gerardo La Guardia.

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