Parma, polizia in protesta: “il carcere problema della città”


PARMA, 30 SET. 2010 – Stanchi di non vedere mai arrivare i rinforzi promessi. Irritati dagli straordinari che sono obbligati a fare e che per di più non vengono retribuiti. Sono gli agenti della polizia penitenziaria di Parma che si sono dati appuntamento davanti alla prefettura per denunciare le loro insostenibili condizioni di lavoro. La goccia che ha fato traboccare il vaso è stata l’imminente apertura di cinque nuove sezione nel carcere di via Burla. Un ampliamento al quale però non corrisponde nessuna introduzione di nuovo personale di polizia. Eppure l’attuale organico in attività è già molto carente: in servizio si contano circa 300 agenti, ma per legge dovrebbero essere 479.Per questo il parere dei sindacati FP Cgil, FNS Cisl, Sappe, Osapp, Sinappe, Ugl e Cnpp è che non sia possibile ampliare l’istituto. "Servirebbero almeno 60 unità", spiegano. Attualmente il rapporto agente-detenuto è di uno a 50, con punte nelle ore notturne di 1 a 100. Con l’apertura delle previste nuove sezioni, gli agenti non sapranno più dove prendere. Un’esigenza, quella di aumentare l’organico, sempre più impellente, visto i livelli di sovraffollamento raggiunti a Parma. Dove sulla carta dovrebbero stare 350 detenuti, nella realtà finiscono per abitarci in 550. "In pratica non si potrebbe più arrestare nessuno perché non si ha più posto per ospitare nessuno", spiegano gli agenti durante il sit in.A non andare giù ai poliziotti sono le mancate promesse del ministro della Giustizia Angelino Alfano. "Un anno fa aveva promesso l’assunzione di duemila agenti, ma ancora non è arrivato niente". Il lavoro nel carcere a Parma è molto complesso. Da tenere controllati ci sono diverse categorie di detenuti, tra cui i cosiddetti 41 bis, i mafiosi, che necessitano di maggiore personale, soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti. Abbandonati dal ministero e dal Dipartimento di amministrazione penitenziaria, per gli agenti non resta che fare appello alle istituzioni locali. "I problemi del carcere sono anche problemi della città", dicono i manifestanti.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet