Parma, patto della moschea tra Lega e musulmani


PARMA, 4 MAG. 2009 – Hanno stretto il "patto della moschea" impegnandosi a trovare un’area che possa ospitare un nuovo luogo di preghiera per gli islamici parmigiani. Sono il segretario comunale della Lega Nord di Parma Andrea Zorandi e Radwan Khawatmi, imprenditore siriano da 40 anni in Italia e leader del movimento "I nuovi Italiani", che conta oltre 40.000 iscritti. Il primo è pronto a mediare con le frange più oltranziste del suo partito, che non vogliono sentir parlare di nuove moschee a Parma, il secondo, musulmano, si è detto disponibile a contribuire, anche economicamente, alla localizzazione e all’acquisto dell’area per edificare il nuovo edificio di culto. Un patto trasversale, insomma, di cui parla oggi Il Corriere della Sera. "Il tempo dello scontro, dei maiali davanti alle moschee, é finito – spiega Khawatmi – Con gli uomini di Umberto Bossi ci sono più convergenze di quanto si possa pensare: l’importante é parlare senza pregiudizi. Certo, non è semplice: tra i miei c’é chi mi dà del leghista e l’opposto capiterà ai miei interlocutori del Carroccio". La moschea di Parma è ospitata in un’area artigianale alle porte della città e alcuni imprenditori della zona, vicini alla Lega Nord, si sono sempre opposti a questa collocazione. "Troveremo una via d’uscita che possa mettere d’accordo gli islamici, la Lega e il Comune – conclude l’imprenditore siriano – I musulmani si sentono trattati come intrusi, ma rivendicano il diritto di preghiera: ho preso un impegno con loro".Khawatmi però guarda più avanti. Prima delle elezioni politiche, durante un meeting del suo movimento, aveva incassato il sì dell’allora commissario europeo Franco Frattini e addirittura dello stesso Silvio Berlusconi, intervenuto telefonicamente all’incontro, per concedere il voto amministrativo agli stranieri. Una battaglia fermata sino ad oggi in parlamento dalla Lega e che lo ha costretto anche a "migrare" nell’Udc, dove è stato nominato presidente del dipartimento migrazione. Per la moschea di Parma ha già in programma di incontrare anche Calderoli e Castelli e sul tavolo potrebbe spuntare anche la questione del voto amministrativo. "Se il parlamento la approverà – conclude Khawatmi – irromperanno sulla scena elettorale tre milioni di nuovi votanti, una rivoluzione".

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