Parma, “Mettere i sigilli all’inceneritore”


PARMA, 28 MAR. 2012 – Si svolgono regolarmente i lavori nel grande cantiere del super inceneritore parmigiano di via Uguzzolo. La macchina potrebbe però presto incepparsi, come già si è arenata quando il Comune si vide costretto ad apporre i sigilli ai cancelli, per via di un’ipotesi di reato eclatante per un’opera pubblica: abusivismo edilizio. Ora a chiedere un nuovo sequestro dell’inceneritore sono gli ormai famosi avvocati Pietro De Angelis ed Arrigo Allegri, già promotori di una dozzina di esposti. In conferenza stampa i due legati hanno stamattina raccontato di aver presentato in Procura una nuova istanza relativa all’impianto. "Abbiamo chiesto il sequestro del cantiere – ha spiegato l’avvocato De Angelis – perché riteniamo che ci siano una serie di gravi irregolarità tali da inficiare la prosecuzione dei lavori. Innanzitutto questa è un’opera che la provincia ha classificato come opera privata di interesse pubblico, in realtà è un’opera che viene ripagata interamente dal denaro dei cittadini".Intanto sul tema dell’inceneritore, Allegri e De Angelis hanno riferito che la Commissione europea (sollecitata sempre dai due avvocati con un altro esposto) potrebbe essere vicina ad una decisione d’intervento sull’impianto."Si può profilare l’ipotesi di una sanzione economica da parte della Commissione – ha specificato De Angelis – Domani, con alcuni suoi inviati, ci sarà infatti un incontro fra i membri della commissione ed i rappresentanti del comune di Parma nel corso di un tavolo presso la presidenza del Consiglio a Roma". A quel punto scatterebbero 30 giorni entro i quali i commissari renderanno nota la loro posizione.La sanzione farebbe seguito anche alle procedure di messa in mora avviate dall’Unione europea contro un impianto di cui, attaccano i due legali, non è mai stato chiarito l’iter amministrativo per l’affidamento dei lavori e che potrebbe comportare un’ammenda anche di 9 milioni di euro. L’attenzione della Commissione Europea si sarebbe concentrata in particolare sull’assenza di una gara pubblica che favorisse la partecipazione di più aziende all’appalto del valore di oltre 200 milioni di euro.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet