Parma, la produzione industriale è in frenata


PARMA, 6 APR. 2012 – Ci sono dati buoni e meno buoni nell’ultimo rapporto congiunturale dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Parma. L’analisi riguarda il secondo semestre del 2011 e vede una crescita modesta di posti di lavoro, aumentati di 504 unità, così come stabilizzazioni per 1.500 posti di lavoro a tempo indeterminato. Questi ultimi sono però gli unici aspetti positivi del rapporto dal quale emerge "un rallentamento nell’ultima fase dell’anno", come spiega in una nota il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, senza nascondere "preoccupazione per il 2012". Nell’anno in corso si prospetta un calo anche sul fronte dell’export. Sebbene fino al terzo trimestre 2011 la performance dell’export parmense abbia mantenuto un profilo più alto rispetto alla media regionale e nazionale, nel quarto trimestre si è registrata invece una flessione (-1,3%) delle esportazioni dei prodotti delle attività manifatturiere".Riguardo alla produzione industriale – viene spiegato ancora – la giuria della congiuntura, per le imprese parmensi, vedeva nel terzo trimestre 2011 un saldo positivo fra giudizi in aumento e in diminuzione rispetto al trimestre precedente (9,9%), seppure tale saldo si fosse notevolmente ridimensionato rispetto ai precedenti trimestri, ma per il quarto trimestre 2011 le imprese parmensi prevedono una ‘crescita zero’.La lettura sociale dei dati registra come la ripresa nel biennio 2010-2011 abbia favorito leggermente la componente femminile dell’occupazione dipendente e – prosegue la nota – per quanto riguarda la creazione netta di posti di lavoro, la componente giovanile (quella della fascia compresa tra i 15 e i 24). In diminuzione le ore di cassa integrazione (15,0% rispetto al 2010) ma – viene osservato – per effetto di una cospicua riduzione nella gestione ordinaria (-47,6%) e dell’aumento in quella straordinaria e in deroga (10,0%).CGIL: "CONFERMATO L’IMPATTO DELLA CRISI""I dati diffusi oggi – scrive il segretario confederale della Cgil di Parma, Fabrizio Ghidini – confermano alcune tendenze in atto da tempo, come ad esempio lo spostamento sensibile dell’occupazione, spesso di bassa qualità, sui servizi alberghieri e di ristorazione e il commercio. L’industria regge ma a scapito dell’occupazione in somministrazione e nella logistica".Guardando ai primi mesi del 2012, prosegue Ghidini, "siamo a 147 accordi di cassa integrazione ordinaria, 20 accordi di cassa integrazione straordinaria, 1 contratto di solidarietà, 4 accordi di mobilità firmati e 11 procedure di mobilità aperte. L’edilizia copre oltre il 50% della cassa integrazione ordinaria e la crisi – aggiunge – inizia a toccare direttamente, con l’apertura di procedure di licenziamento collettive, il settore alimentare. Quanto ai fallimenti aziendali, "nei primi tre mesi il Tribunale di Parma ha omologato 26 fallimenti, 6 concordati preventivi, 1 liquidazione coatta amministrativa. E’ chiaro da questi dati che, se non si attueranno politiche di sviluppo e politiche espansive dei consumi – chiosa l’esponente della Cgil – la situazione non cambierà".

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