Parma. L’ultima “vignalata”: multa a chi si prostituisce in casa


PARMA, 14 NOV. 2009 – Tempi sempre più duri per la municipale di Parma. Dopo aver imparato quando l’accattonaggio diventa molesto ora i vigili urbani devono cercare di capire quando la prostituzione esercitata in casa supera il limite della convivenza civile. Una nuova ordinanza del sindaco Vignali ha aggiunto infatti un nuovo divieto: esercitare la professione più vecchia del mondo tra le mura domestiche. Un provvedimento che arriva a un anno di distanza dall’ordinanza che vieta la prostituzione negli spazi pubblici. Per quanto riguarda le attività svolte in privato, la multa scatterà solo "se ciò disturba i vicini", ha spiegato il primo cittadino, "è una misura concreta di contrasto ai comportamenti che turbano la convivenza civile e offendono la pubblica decenza negli spazi degli edifici condominiali".Le multe vanno da 25 a 500 euro. A seconda di che cosa non si capisce. Alla Polizia Municipale il compito di accertare se la prostituzione nelle abitazioni private è causa di disturbo per i vicini, specie nei condomini. Il problema è che anche una volta che l’agente avrà con perizia origliato dinanzi alla porta dell’appartamento in cui si pratica sesso rumoroso, difficilmente potrà entrarvi senza un ordine del magistrato, si tratterebbe di violazione di domicilio. Ad ogni modo sul pianerottolo la multa si potrà consegnare. E magari se bussando non apre nessuno, la si potrà far passare da sotto la porta. Insomma, ai vigili il grattacapo di interpretare il verbo di Vignali.

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