Parma, in manette la rete di spacciatori che riforniva Rocco Bormioli


PARMA, 9 NOV. 2009 – Arte in cambio di coca. Questo era il tipo di scambio che intercorreva a volte tra Rocco Bormioli e gli spacciatori che quotidianamente lo rifornivano di droga. L’ex industriale, erede della famiglia di vetrai di Parma era solito pagare anche con preziosi come orologi o collane. Tutto materiale sequestrato, insieme a tre chili di cocaina, dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Harry’s”. Un tesoretto del valore di circa 800 mila euro, metà dei quali li vale un’opera di Damien Hirst, quotata appunto 400 mila euro. Poi ci sono sette Rolex e altri orologi di marca. Sequestrata anche una bottiglia di Dom Perignon da sei litri.A brindare non sono di certo i locali della Parma bene. Il nome dell’operazione, “Harry’s”, lo si deve al bar di Giorgio Becchetti, tra gli arrestati dai carabinieri. Insieme a lui, un altro barista: Roberto Del Grano del bar Evolution. Entrambi erano già stati arrestati all’inizio dell’anno per spaccio, ma poi scarcerati dopo qualche giorno. Erano loro, secondo gli inquirenti, a rifornire Bormioli di ingenti quantità di cocaina che compravano all’ingrosso da importatori albanesi e croati.Oltre alla droga a volte la consegna prevedeva intrattenitrici per i le feste dell’imprenditore. Per questo a Becchetti è stato contestato anche il reato di sfruttamento e induzione alla prostituzione. Tra gli arrestati anche un commerciante di orologi, Massimiliano Magaritelli, che aveva il compito di custodire i preziosi ceduti da Bormioli.

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