Parma. Fare lucesulle magagnedell’inceneritore


PARMA, 14 MAR. 2012 – L’inceneritore di Parma ha le carte in regola? Se lo chiede l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, che ha invitato i protagonisti di quell’opera tanto discussa a ripercorrerne la storia. Tanti i peccati originali dietro al grande cantiere in corso in via Uguzzolo. Non si capisce, ad esempio, come mai l’assegnazione dei lavori sia arrivata nelle mani di Enìa senza che si tenesse un bando europeo. Su tale punto la Provincia, l’Ato e la multiutility (nel frattempo diventata Iren), devono dare spiegazioni. Devono cioè dimostrare la legittimità dell’affidamento dell’intervento.L’Avcp era stata interpellata dagli avvocati Arrigo Allegri e Pietro De Angelis, i due legali parmigiani che da tempo danno battaglia all’impianto con esposti in Procura, alla Corte dei conti e denunce alla Commissione europea che ha avviato più di una procedura d’infrazione, nei confronti di Iren, anche per l’affidamento dei lavori per l’inceneritore di Parma ottenuti senza gara d’appalto.La relazione – precisa l’Avcp in una comunicazione del 6 marzo resa nota oggi dai due avvocati – dovrà esplicitare, oltre alla procedura di affidamento dei lavori, anche "la durata e il valore economico dei contratti di servizio relativi allo smaltimento dei rifiuti conclusi con i Comuni di Parma, Piacenza, Reggio Emilia" e con gli altri Enti locali delle tre province.L’Avcp chiede anche "il preciso valore economico e lo stato di realizzazione dei lavori dell’inceneritore": è più di un anno che il comitato Gcr contro l’inceneritore chiede il conto economico dell’impianto. Inoltre, i lavori vennero sospesi dalla Giunta dell’ex sindaco Vignali sostenendo l’ipotesi di abusi edilizi e ripresi dopo diversi mesi per una pronuncia del Tar: ora l’Autorità vuole sapere "stato ed eventuali esiti dei contenziosi in atto innanzi al Tribunale amministrativo". La comunicazione dell’Autorità a Provincia, Ato e Iren fa scattare i 90 giorni di tempo per l’istruttoria, ed entro 20 giorni lavorativi possono chiedere di essere sentiti o depositare le memorie e i documenti. "L’inosservanza del suddetto termine – precisa l’Avcp – comporta l’avvio del procedimento sanzionatorio, nonché il deferimento al Consiglio dell’Autorità per le decisioni".

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